sabato 18 ottobre 2014

Rock progressivo italiano - New Trolls: Concerto grosso

La rubrica sul rock progressivo italiano è nata per dare uno stimolo che incentivasse l'esplorazione di questo genere musicale. Da molti mesi, ormai, per una strana concatenazione degli eventi e degli interessi, sempre maggiori ed ampi, per altri campi come la narrativa o il cinema o le serie tv, s'era persa la voglia di proseguire l'avventura nel prog rock made in Italy, un mondo vastissimo e di altissimo valore qualitativo e culturale, al cui pensiero viene da spaventarsi considerando che il movimento musicale, se possiamo chiamarlo così, ha prodotto dei capolavori mai più eguagliati negli anni a venire, e lo ha fatto in un periodo strettissimo, nei soli anni settanta, o meglio, per essere precisi, nella prima metà degli anni settanta. 
Salvo qualche gruppo che ha perpetrato il successo fino ai giorni nostri, cito ad esempio Le Orme, Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi, il sogno è sfumato nello spazio di un attimo, e gran parte della produzione di quegli anni rientra ormai nella appropriata quanto malinconica definizione di rare italian prog: un elevato numero di gruppi ed album, non solo risultano sconosciuti alla quasi totalità della popolazione italiana, ma sono praticamente introvabili. 
In questo panorama oscuro e affascinante, tanto da poter parlare a volte di obscure italian prog, vede la luce l'iniziativa della rivista settimanale "L'espresso", che si propone di far uscire, ogni venerdì, un album storico di rock progressivo italiano. In totale usciranno 20 CD e 5 libretti inediti sull'argomento. Al momento sono usciti già i primi quattro numeri della collezione. 
Questa settimana è stata la volta dell'album "Arbeit macht frei" degli Area. La settimana scorsa era invece il turno di "Concerto grosso" dei New Trolls.
Dispiace dirlo soltanto ora, visto che ormai il numero della settimana passata è andato a finire nel reso, però quest'album dei New Trolls è davvero un pezzo da novanta, più unico che raro, soprattutto se si pensa che nelle quattro tracce di cui è costituito non viene spiccicata parola di testo, è musica purissima, niente canzoni, niente bla bla, solo un susseguirsi di note a suon di chitarra, batteria e compagnia bella, in una sperimentazione continua di melodie variopinte e originali, bizzarre, folli, da ballare o da ascoltare durante la lettura di un libro o semplicemente per ritrovare la gioia di vivere quando precipitiamo ciclicamente nel buio della routine. 


Jeff Leboffe



01 - I Tempo: Allegro
02 - II Tempo: Adagio (Shadows)
03 - III Tempo: Cadenza - Andante con moto
04 - IV Tempo: Shadows (per Jimi Hendrix)
05 - Nella sala vuota, improvvisazioni dei New Trolls registrate in diretta



Immagine © grandeduc - Fotolia

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