martedì 18 novembre 2014

In viaggio con Doctor Who: 2x11 La disegnatrice


“E' tremendo restare soli.”

Londra, 2012, l'anno delle Olimpiadi.
In un quartiere piccolo e familiare, vicino alla strada in cui passerà la fiaccola olimpica, la quiete è infranta da una serie di misteriose sparizioni che hanno come vittima sempre dei bambini. Negli ultimi sei giorni, tre ragazzini sono scomparsi misteriosamente dalla strada senza lasciare traccia.

Arrivati solo per assistere alle Olimpiadi, il Dottore e Rose non si tirano certo indietro quando gli viene proposta un'occasione del genere, e cominciano ad indagare. Ben presto, il Dottore nota che c'è qualcosa di strano nel quartiere: nei luoghi dove sono scomparsi i bambini c'è un residuo di energia ionica particolarmente forte; il motore delle macchine si spegne di colpo non appena raggiungono lo stesso punto della strada, asfaltata di fresco; e la tensione negli adulti è altissima. Non ci sono indizi, non ci sono sospettati. I bambini sembrano svanire nel nulla, come se non fossero mai esistiti.
Sotto gli occhi di Rose e del Dottore, un gatto sparisce di colpo, lasciandosi dietro lo stesso residuo di energia dei bambini; poco dopo, la ragazza viene aggredita da quello che sembra essere a tutti gli effetti uno scarabocchio. Uno scarabocchio fatto di vera grafite e animato, guarda caso, proprio dall'energia ionica.
“Qualsiasi cosa sia, può creare le cose e anche prenderle.”
Allora Rose ricorda. Al loro arrivo nel quartiere aveva notato una bambina, affacciata dalla finestra di casa sua. Una bambina che, senza nessuna ragione in particolare, le aveva messo i brividi addosso. Persino la madre, sul vialetto, sembrava spaventata.
Fiutando la pista giusta, il Dottore decide di andare a parlare con la donna; basta poco perché lei ammetta che ultimamente sua figlia è cambiata. Prima era una bambina adorabile, una figlia modello, ma ora non è più se stessa. Allora, con una scusa, Rose sale al piano di sopra per curiosare nella camera della bambina, e la trova tappezzata di disegni.
Intanto, il Dottore tenta di instaurare un dialogo con la ragazzina, Chloe. È chiaro che in lei c'è qualcosa di strano. Parla in modo quasi meccanico, senza inflessioni, e risponde solamente di essere impegnata, e di voler essere lasciata in pace. Un comportamento del genere va ben oltre ciò che potrebbe essere stato causato dal trauma lasciatole dal padre alcolizzato, morto circa un anno prima. C'è qualcosa di più profondo, e i disegni di Chloe sono la chiave. Sono vivi, si muovono. Sono i bambini.
“I disegni di Chloe sono vivi. Lei disegna le persone, e loro finiscono nei suoi disegni.”
Come misura estrema, il Dottore decide di ipnotizzare la bambina per scoprire come fa ad avere un simile potere. E la bambina comincia a parlare. Non è Chloe. È la cosa che si è insinuata dentro di lei.
“Sono uno di tanti. Viaggio con i miei fratelli e le mie sorelle. Facciamo un viaggio infinito, che dura quanto mille delle vostre vite. Ma ora sono solo, e questo non è giusto.”
E' un I-solus, un essere empatico che ha bisogno di emozioni intense e di compagnia perpetua. Da solo, non riesce a sopravvivere. Viaggia nello spazio con miliardi di fratelli per migliaia di anni, in attesa di diventare adulto. Il guscio di quell'I-solus è caduto a causa di un flare solare, e l'alieno ha empatizzato con Chloe che, come lui, si sentiva sola. E adesso, tramite la bambina, è disposto a tutto pur di avere degli amici. Miliardi di amici. Il mondo intero.

Il Dottore e Rose si trovano dunque ad affrontare un problema particolarmente spinoso: far ragionare un bambino alieno e capriccioso. Hanno opinioni diverse su come affrontare la situazione: Rose è più portata per una bella sberla educativa. Non ha molta pazienza con i bambini, specie con quelli che minacciano di trasferire l'intero mondo sulla carta.
Ma il Dottore, al contrario, non giudica e non minaccia. Lui comprende l'I-solus. Sa cosa voglia dire la solitudine, l'isolamento, la sensazione di essere stato abbandonato da tutti e di non avere più un amico nell'Universo intero. È un fantasma che il Dottore si porta dietro, e non riesce a biasimare l'I-solus nella sua ricerca disperata di compagnia.
“La vita non è fatta solo per conquistare e distruggere. CAPIRE è importante. È la chiave dell'Universo.”

E il Dottore lo sa, lo sente quanto sia importante avere qualcuno accanto. Qualcuno a cui volere bene, con cui condividere le proprie avventure, che altrimenti non avrebbero senso.
Lo sa nei suoi cuori, mentre stringe forte la mano di Rose, alza lo sguardo al cielo e dice:
“Si avvicina un temporale.”
E il finale di stagione è dietro l'angolo.


Lucia De Sisti (Gli Alati)

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