venerdì 19 dicembre 2014

Howard Phillips Lovecraft: Tutti i racconti (1923-1926)

Le opere di H. P. Lovecraft sono state pubblicate in Italia in diverse edizioni, tra le quali spiccano Il Guardiano dei Sogni a cura di Gianfranco de Turris e la massiccia antologia in quattro volumi, curata da Giuseppe Lippi, che raccoglie tutti i racconti dell'autore americano dall'infanzia in avanti. Altre edizioni di qualità hanno visto la luce nel nostro paese, e la stessa Mondadori ha messo in commercio il volume rilegato dal titolo I Capolavori che racchiude una selezione dei migliori racconti dell'autore di Providence. Anche Il Dominatore delle Tenebre, antologia lovecraftiana curata da Sergio Altieri dovrebbe essere meritevole di lettura. Nessun'altra edizione, tuttavia, eguaglia, se non in qualità almeno in completezza, il poker Tutti i Racconti, composto di quattro libri in cui il periodo 1923-1926 è racchiuso nel secondo volume. Il primo tomo, che include i racconti scritti nel periodo 1897-1922, è stato recensito precedentemente in questo blog. Il secondo volume è invece l'oggetto dell'articolo di oggi.
Quanto scritto a proposito del primo libro vale parzialmente anche per la seconda parte della raccolta. Diversi racconti tendono eccessivamente all'astrazione e al vagheggiamento, quasi fossero delle navi senza nocchiero in gran tempesta, racconti dalle grandi potenzialità che a volte sembrano mal governati. Il fenomeno si manifesta in una percentuale di storie brevi già molto ridimensionata rispetto al primo volume, a confermare, da un lato, la sensazione che in questa prima metà della sua vita letteraria Lovecraft fosse uno scrittore non ancora giunto alla sua pienissima maturità, e, da un altro lato, ciò sta ad indicare una indiscutibile crescita professionale che lo vede protagonista di alcune fra le sue opere meglio riuscite, tra cui Il Richiamo di Chtulhu (1926), La Chiave d'Argento (1926) e Alla Ricerca del Misterioso Kadath (1926-1927), non a caso tutti racconti che risalgono all'ultimo anno compreso nel secondo tomo dell'antologia.
In genere le edizioni che contengono l'intero ventaglio delle opere di un autore non si consigliano a chi non ne è ancora avvezzo, e il motivo può essere spiegato appunto dalle prime due antologie dell'enorme poker messo in piedi da Giuseppe Lippi e dalla Mondadori. Mentre nei libri che presentano solo una selezione dei racconti migliori la qualità della lettura si mantiene su livelli elevatissimi dalla prima all'ultima pagina, nelle antologie complete si scopre l'umanità di quegli scrittori che, grazie ai loro numerosi capolavori, sembrano quasi più vicini alla divinità che ai comuni mortali. Si scoprono cioè i loro errori giovanili, il loro inizio di carriera non proprio esaltante, la faticosa e lunga crescita tecnica e professionale messa lì a indicare che geni si nasce, ma bravi si diventa, con lo studio, l'esercizio e l'esperienza. 
Questo per ribadire il concetto già espresso in altre occasioni. Chi si affacciasse ad HPL per la prima volta e volesse testardamente affrontare un autore particolare e inizialmente difficile come lo scrittore di Providence a partire da questa massiccia raccolta completa e dettagliata, dovrebbe tenere in conto che i primi due volumi hanno soprattutto una valenza biografica e cronologica, per quanto siano già disseminati da opere di grande valore. Chi, invece, avesse minore convinzione e volesse affrontare Lovecraft con scettica prudenza, farebbe meglio a gettarsi sulle selezioni dei suoi acclamati successi, di cui si è accennato nelle prime righe di questa presentazione.

Flavio Alunni

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