giovedì 22 gennaio 2015

"Peter Pan" di James Matthew Barrie: squisito fantasy centenario

Peter Pan è un romanzo scritto un secolo fa da James Matthew Barrie per adulti e bambini, dove gli antagonisti hanno un rimasuglio di bontà e i protagonisti un pizzico di cattiveria. 
Una favola insolita, di cui vengono in genere omessi molti aspetti nelle trasposizioni cinematografiche e di animazione, tra le quali bisogna aprire una parentesi sul film del 2003 diretto da P. J. Hogan in occasione dei cento anni dal debutto dell'opera dello scrittore scozzese nei teatri britannici.
Il film vede il suo punto di forza nel mantenere ben saldi lo spirito e la trama del romanzo, rimanendo coerente con l'opera di Barrie in tutto e per tutto, saltando o reinterpretando quasi nulla. Non avrà certo la qualità né le spese economiche di Hook, il film di Steven Spielberg che è comunque un sequel della storia classica, e mancherà persino del prestigio del cartone animato della Disney, ma quella di P. J. Hogan è sicuramente la pellicola di gran lunga più coerente con la sua controparte narrativa.
Per essere un fantasy rivolto ad adulti e bambini vengono dichiarate parecchie uccisioni, ma servono allo scopo di dare drammaticità agli eventi e in ogni caso le uccisioni non vengono mai descritte, bensì dichiarate e subito accantonate.

I ritratti di Peter Pan e la fatina Trilly, così come di altri personaggi come i fratellini di Wendy, Gianni e Michele, non sono totalmente lusinghieri. Trilly cerca di uccidere Wendy all'inizio della storia e Peter è un ragazzo esibizionista e anche un pochino egoista, che dopo ogni avventura si dimentica delle persone che gli sono state vicino, le quali devono ogni volta rinfrescargli la memoria, ciò nonostante ognuno impara a volergli bene così com'è. Gianni e Michele fanno presto a dimenticarsi dei loro genitori una volta partiti verso l'Isolachenoncè e Wendy dovrà fargli ricordare persino la loro cameretta una volta tornati a casa. L'unico personaggio veramente puro, buono fino all'utimo, privo di ambiguità, è quello rappresentato da Wendy, che oltre a fare da mamma a tutti i Bimbi Smarriti svolge anche un ruolo guida fondamentale, mantenendo sulla retta via gli altri bambini, sia moralmente che dal punto di vista strettamente pratico.
Cosa assai divertente su cui soffermarsi, il libro di James Matthew Barrie è, più che una classica lotta tra il bene e il male, una battaglia tra le buone e le cattive maniere, tra l'essere dei veri gentiluomini inglesi e il venir meno a questo modo di essere, il più importante di tutti. Gli scontri fra i pirati e i Bimbi Smarriti seguiranno questa disciplina come una legge universale. Così, quando Uncino sta per uccidere Peter mentre dorme, decide di optare per il veleno nella tazza accanto al suo letto piuttosto che farlo a pezzi mentre giace inerme, e quando Peter potrebbe infilzare Uncino, che si trova su una pietra in basso rispetto al ragazzino, quest'ultimo ritiene disonorevole ucciderlo dall'alto in basso e lo aiuta piuttosto a salire sul suo stesso piano.
La traduzione di Pina Ballario aiuta non poco a dare quel tocco di magia necessario ad una storia di fantasia come Peter Pan, il cui titolo originale sarebbe Peter Pan and Wendy, e la lettura lascia un pochino interdetti quando si legge che la famosa frase "seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino" è in realtà "seconda strada a destra e poi dritto fino al mattino", meno poetica ma comunque più veritiera, se la traduzione fosse corretta, e niente fa ipotizzare che non lo sia. 
Peter Pan è una favola che tra ambientazioni fiabesche e psicologie realisticamente ambigue dei personaggi rappresenta una squisita anomalia nel magico regno della narrativa per ragazzi. E agli adulti ricorda di essere stati anch'essi bambini, una volta, prima di perdere la capacità di volare.

Flavio Alunni

2 commenti:

  1. Indimenticabile Peter Pan, per tutti e per sempre.
    Non conosco la versione cinematografica che citi, mentre quella di Spielberg è stata una costante dei nostri pomeriggi per un'intera stagione: il figlio minore imitava Uncino-Hoffmann davanti allo specchio e il maggiore si cimentò nella lettura del libro di Barrie, non facile per un bimbo di 5 elementare...ma resta un bellissimo ricordo... e poi l'indimenticabile Robin Williams
    Marilena

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    Risposte
    1. Hook è impareggiabile! Il film che cito è di minor qualità ma segue il libro sia nello spirito che nella trama come nessun altro.
      Un caro saluto.

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