mercoledì 28 gennaio 2015

Racconti elettronici: "Utopia Morbida" di Fabio Lastrucci




Per alcuni di noi immaginare altri mondi significa evadere da una grigia esistenza con la consapevolezza che di questa realtà, lo si voglia o meno, si finirà per morire. Altre persone non si accontentano e dedicano la vita al pragmatico tentativo di realizzare i loro sogni, che siano il desiderio politico di cambiare la società o la costruzione di tecnologie in grado di viaggiare tra le stelle. Mettete insieme questi due elementi, l'infinito potere  dell'immaginazione con la sua effettiva praticabilità, e avrete realizzato l'Utopia. O meglio, quella che Fabio Lastrucci definisce Utopia Morbida.
Siamo in un'Italia travagliata da un futuro di guerra e oppressione. Lo spettro di una rivoluzione si aggira nella penisola, e il regime totalitario a capo della nazione non riesce a sopprimerla perché gli arresti e le fucilazioni sono inutili quando le menti dei ribelli hanno ormai fatto i bagagli e sono partire verso un altro mondo. Le squadre speciali irrompono nelle case dei sovversivi e trovano corpi addormentati, d'un sonno al di là del sonno, con in mano una copia del saggio Paradiso e Inferno di Aldous Huxley. L'esodo è appena cominciato e sembra inarrestabile. Per un motivo che sfugge ancora alla comprensione dei pezzi da novanta al governo del paese, gli italiani si stanno addormentando e non si sveglieranno mai più dal loro sogno realizzato.
Se l'arte è utopia, coi suoi dipinti e le sue sculture, le sue musiche e la sua letteratura, aspetta solo di essere concretizzata. Per farlo c'è bisogno di mezzi straordinari, a tal punto che occorre un racconto di fantascienza per immaginarli. 
In un contorcimento di pensiero, Utopia Morbida afferra il doppio significato dell'utopia. Ogni utopia, insomma, sembrerebbe racchiudere in se stessa ben due utopie: l'utopia desiderata, e con essa il mezzo per raggiungerla (cioè l'utopia necessaria a raggiungere l'utopia). Dando per scontato l'esistenza del fine, senza quasi neanche descriverlo, l'autore si concentra sul mezzo. 
E a me dopo queste ultime considerazioni sta letteralmente fumando il cervello. Nell'attesa che si raffreddi vi auguro una buona lettura.

F. A.



Immagine © 2015 Igor Stevanovic - Fotolia

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