sabato 7 febbraio 2015

Andy Weir: L'Uomo di Marte

Ha iniziato pubblicando in e-book sul proprio blog un capitolo alla volta. Ora il romanzo che ha scritto è diventato un best-seller mondiale tradotto in trenta paesi, e Ridley Scott ne ha fatto un’attesa space opera cinematografica in uscita quest’anno. Andy Weir, con il suo The Martian, è il fenomeno editoriale del momento.
In un periodo segnato dal self-publishing, il caso Andy Weir fa ben sperare coloro che dedicano il proprio tempo libero alla scrittura e all’auto-pubblicazione. A frenare gli animi quanto basta ci pensa però lo stesso Andy Weir che si esprime così in un’intervista rilasciata per Amazing Stories:
«Ora ognuno può mettere il suo libro su internet a disposizione del pubblico. Se il libro è bello, vende bene. Altrimenti si può dire di averci provato. Penso che sia una cosa fantastica. Ciò detto, io considero il self-publishing solo un punto di inizio. Ti inserisce nel mercato, ma non penso ci si debba accontentare. Io alla fine preferisco la pubblicazione tradizionale. Le case editrici hanno secoli di esperienza nel marketing e nella vendita dei libri. Che la tua motivazione  sia il guadagno economico oppure l’incremento dei lettori, le pubblicazioni tradizionali sono le migliori per entrambi gli scopi. Se vuoi fare tutto da solo, devi essere il tuo stesso agente pubblicitario e di marketing. Alcuni ci riescono bene (come Hugh Howey, che è sia un bravo businessman che un eccellente scrittore). Ma io non ho certe competenze. Sono lieto di avere dei professionisti che lavorano per me».
L’originaria versione e-book, pubblicata prima nel suo blog e in seguito su Amazon a 0.99 dollari, ha dato allo scrittore americano la notorietà necessaria a compiere il successivo balzo editoriale. E c’è di più. Nella stessa intervista per Amazing Stories Andy Weir dà per certo che i numerosi fan dell’esperienza self-publishing abbiano poi comprato in massa la versione traditional publishing contribuendo al piazzamento di The Martian nella lista dei best-seller del NYTimes.


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