domenica 1 marzo 2015

Clarkesworld n. 100

Il volume n. 100 della rivista di Neil Clarke non è esaltante quanto il corrispondente raggiungimento della tripla cifra da parte dell’agguerrito staff che da diversi anni si occupa di far uscire un numero ogni mese. 

Stavolta gli autori e le autrici sono stati scelti soprattutto per la loro natura simbolica, a cominciare da un racconto inedito di Jay Lake, da poco scomparso, che poteva vantarsi di essere tra i primi autori che scrissero regolarmente su Clarkesworld. I nomi del numero in uscita a gennaio vanno da Aliette de Bodard a Karl Schroeder.

Il volume n. 100 è assai più corposo della norma in virtù dell’occasione speciale che rappresenta. Come di consueto è dedicato quasi interamente alla narrativa breve concedendo uno spazio limitato agli articoli nelle pagine finali.

Come già detto, i racconti non sono propriamente esaltanti e i cinesi Tang Fei e Zhang Ran riescono ad eclissare persino il racconto di Aliette de Bodard, che peraltro è costruito attorno a quello che sembrerebbe un impero galattico cinese del futuro e fa parte di un ciclo personale di cui la collana Bibliotecadi un Sole Lontano ha fornito un ulteriore assaggio pubblicando il racconto “Fratello della Nave”. Quando si ha a che fare con cicli di questo tipo si rischia sempre di non riuscire ad apprezzare le singole puntate, specialmente se le si legge in modo frammentario.

“A Universal Elegy” di Tang Fei è il racconto epistolare di una donna con un difetto neurologico che scrive al suo fratello genetico, lontano diversi anni luce. Fidanzatasi con un uomo appartenente a una particolare razza, e giunta così nel suo pianeta, verrà catapultata in una cultura aliena basata sull’alterazione della percezione.

“Ether” di Zhang Ran è una racconto di fantascienza che dipinge tragicamente le delusioni che i mezzi di comunicazione hanno procurato a chi sperava che strumenti come internet avrebbero illuminato le coscienze e aumentato la libertà. In un futuro dove la tecnologia avanzata e i mezzi di comunicazione sono diventati uno strumento di controllo esasperato fino a far rimpiangere il Grande Fratello di 1984, un uomo racconta quando da ragazzo ha preso la decisione di unirsi a un gruppo politico di resistenza basato su una nuova tecnica segreta di comunicazione in grado di sfuggire ai controlli.

Laika’s Ghost di Karl Schroeder si può leggere in traduzione italiana nel Millemondi Urania n. 64: Il Fantasma di Laika e altri racconti.

Tra gli altri partecipanti figurano Kij Johnson, Naomi Kritzner, Catherynne M. Valente e Damien Broderick.

L’apertura verso la narrativa dell’Oriente prosegue con l’intervista esclusiva alla scrittrice Xia Jia condotta dall’esperto Ken Liu. Una conversazione tutta da gustare.

Per essere una rivista che pubblica un numero al mese, Clarkesworld se la cava piuttosto bene. Ha vinto diversi premi come rivista non professionale e ultimamente sta lottando con le unghie e con i denti per essere riconosciuta come opera professionale in modo da poter competere al Premio Hugo insieme a storiche riviste come Asimov’s Science Fiction. Uno dei motivi per cui si trova ancora in quella zona grigia tra professionale e non professionale consiste nel fatto che nessuno dei curatori e delle curatrici si occupa a tempo pieno della rivista. Ciò nonostante Clarkesworld conquista ogni anno un gradino verso l’Olimpo della fantascienza e pertanto va tenuta d'occhio.

F. A.

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