sabato 21 marzo 2015

Signore della luce: un'epopea di Buddha

Urania
Signore della luce è un
romanzo premio Hugo uscito
inizialmente nella Fantacollana
Nord
In un passato ormai remoto profughi in fuga da una Terra ormai distrutta giunsero su un pianeta abitabile e vi si rifugiarono confinando nel sottosuolo gli indigeni Rakshashi, creature di pura energia. I membri dell’equipaggio riuscirono ad appropriarsi di tutta la tecnologia che avevano portato con sé lasciando vivere il resto dei profughi e della loro discendenza in perenne era pre-tecnologica. Grazie alla loro supremazia tecnico-scientifica assursero a ruolo di divinità ricostruendo il pantheon induista, utile per mantenere le redini del potere, mentre una macchina capace di trasferire il proprio Io sotto forma di schema energetico permette loro di reincarnarsi. Ma fra tutti i cosiddetti Primi ce n’è uno che fin dal principio si contrappose all’oligarchia instauratasi, Mahasamatman o più brevemente Sam, ovvero Siddharta Buddha, il Tathagata “così andato, così venuto”: la sua anima esiliata nel Nirvana (sotto forma di onda stazionaria nella nube magnetica che circonda il pianeta) viene fatta reincarnare per combattere, non privo di alleati, l’ennesima battaglia contro la Trimurti e il suo ampio sistema di potere. Ai Primi che ripresero i dogmi dell’induismo, Sam contrapporrà un nuovo buddhismo. Fra flashback, narrazione e dialoghi teatrali viene a crearsi un intreccio ricco in intrighi, battaglie morali e fisiche dai tratti epici, parabole di Sam e della sua carismatica capacità di intessere la sua tela e di far filtrare il pensiero buddhista fra le maglie del popolo.
Roger Zelazny in questo suo Signore della luce, romanzo pubblicato per la prima volta nel 1967, sfrutta l’ampio impianto della religione induista per giostrare una storia che alla fantascienza fonde la struttura epica dei poemi mitologici. Signore della luce inizialmente potrebbe sembrare una nave in balia di una tempesta. Effetto dovuto alla subitanea e quasi traumatica immersione del lettore nel mondo del romanzo. Ma una volta ripreso il comando l’autore si dimostra abile timoniere e si districa brillantemente nel marasma iniziale conducendo in porto una storia talmente avvincente e appariscente da interessare perfino la CIA che ne sfruttò un falso adattamento cinematografico per salvare degli ostaggi in Iran (storia ripresa nel film Argo).


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