sabato 14 marzo 2015

Universal Robots: il saggio di Silvia Milani sulla civiltà delle macchine

Edizioni Imperium
Copertina di Grafica Zagato
Cosa sono i robot?

«Per Philp K. Dick sono un incubo a occhi aperti, ma per Alex Murphy degli inevitabili alter ego. [...] Sono l'infanzia perenne di un bambino di Spielberg, e un rover solitario su Marte; le moltitudini operaie di Fritz Lang e il corpo elettrificato di Maria. Le tre leggi di Asimov, C-3PO e il cane Aibo. Sono i teatrini tecnovintage di Jean Tinguely, tutti quelli che sacrificano gli esseri umani in nome della scienza, l'aspirapolvere del vicino di casa e il network di droni sopra la città. Quelli che alla fine risponderanno alla "domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto". [...] Sono l'uomo bicentenario, la macchina del pane, il distributore di merendine. [...] Sono qui per servirci, perché, da quando esiste il mondo, la ricerca di buoni domestici è sempre stato uno dei grandi problemi del genere umano».

Silvia Milani si è laureata in Lettere con una tesi sulla genesi del robot nell'immaginario del Futurismo. Universal Robots: La civiltà delle macchine è evidentemente figlio di quella tesi e delle conoscenze acquisite durante e dopo la sua stesura. Scritto per l'appunto con la lunghezza e l'impostazione di una tesi di laurea, il saggio pubblicato in formato e-book dalle Edizioni Imperium esamina il mondo immaginario e reale dei robot in un arco di tempo piuttosto lungo, dagli scienziati della mitica Alessandria d'Egitto come Eratostene (che calcolò il diametro della Terra senza usare il GPS) a Erone (l'inventore di una porta automatica a vapore per il tempio di Serapide), dal De fabrica corporis Humani del medico fiammingo Vesalio all'Introduzione alla cibernetica  di Norbert Wiener, con particolare risalto dei grandi personaggi italiani quali lo scrittore Ippolito Nievo (negli impensabili panni di uno storico del futuro), il sociologo Mario Morasso (poco noto autore di un illuminante saggio sulla nascente società delle macchine nel lontano 1905) e Filippo Tommaso Marinetti, l'ideologo del Futurismo.

Di interesse non solo letterario ma anche scientifico, Universal Robots abbraccia culturalmente persino la meccanica e l'informatica, e sarebbe un vero peccato se a leggerlo fossero solamente gli appassionati e le appassionate della narrativa di fantascienza. Il saggio di Silvia Milani si arricchisce di spunti e riflessioni, note e citazioni, dando luogo alla sintesi discorsiva e bibliografica di un argomento vastissimo, su cui l'Uomo ha scritto e discettato in lungo e in largo sin dall'alba dei tempi. 

F A

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