mercoledì 15 aprile 2015

I numeri di Dylan Dog: 002 Jack Lo Squartatore

Londra, ottobre 1986. Durante una seduta spiritica viene rievocato lo spirito di Jack Lo Squartatore, che mezz'ora dopo pensa bene di scannare la proprietaria della casa. La figlia adottiva della donna, il cui corpo riposa ancora caldo nella tomba, sprizza gioia da tutti i pori a causa dell'immensa eredità che le spetta di diritto, e bussa alla porta dell'indagatore dell'incubo per chiedergli di dimostrare la sua innocenza di fronte alle autorità, che ovviamente la considerano come prima indiziata. 
Pochissimo tempo dopo prendono il via una serie di delitti efferati che scagionano la ragazza e gettano un'ombra di orrore soprannaturale nella misteriosa vicenda. "Jack the Ripp is back!" esclamano le prime pagine dei giornali. 
Da questo momento in poi si mette in moto la macchina citazionista di Dylan Dog, dal museo delle cere in cui lavora la ragazza e in cui risiede appunto il fantoccio di Jack Lo Squartatore, all'annuncio che tra i partecipanti alla seduta spiritica era presente un tale Lord Dunsany, scrittore di storie fantastiche e dell'orrore vissuto tra il 1878 e il 1957, del quale Howard Phillips Lovecraft scrisse che tra gli scrittori dell'epoca era forse "il più ineguagliabile, originale e riccamente dotato di immaginazione" e costituiva "una faceta chiosa alla naturale stupidità del genere umano". Ovviamente, il personaggio del fumetto prende soltanto il nome del compianto scrittore irlandese.
Intanto l'efferatezza dei delitti non si placa e l'immaginazione di Tiziano Sclavi si scatena negli stessi omicidi superando in esosità quelli delle opere di Dario Argento, basti pensare che la seconda parte dell'episodio si svolge in una grossa villa ottocentesca nelle cui stanze viene ucciso un uomo sostituendo la sua testa con quella di una tigre appesa alla parete come trofeo di caccia.
Le indagini dell'incubo proseguono fino a sfociare nel noir ma proprio quando l'episodio di Dylan Dog sembra deludere per il finale alla Scooby-Doo! ecco che arriva il colpo di scena. Tutto quello che si era saputo non è più, e la realtà dei fatti è molto più sconvolgente di quanto si fosse immaginato. Non per Dylan Dog, in ogni caso. A lui non lo sorprende nulla, perché sa già che il mondo è pieno di ogni sorta di mostruosità innominabili.

Jeff Leboffe

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