lunedì 29 giugno 2015

Howard Phillips Lovecraft: Tutti i racconti (1927-1930)

Una breve premessa prima di iniziare. Il qui presente articolo si riferisce al terzo volume della raccolta in quattro volumi dell’opera completa di Howard Phillips Lovecraft. Attualmente l’antologia completa a cura di Giuseppe Lippi è stata raggruppata in un solo e gigantesco volume. Le recensioni sono iniziate in riferimento all’opera suddivisa in quattro parti, quindi proseguiranno in tal senso. I quattro volumi dovrebbero essere ancora in vendita on-line, forse fino ad esaurimento scorte.
Il caso di Charles Dexter Ward (The case of Charles Dexter Ward) è il racconto lungo che meglio di tutti inquadra la figura dell’indagatore dell’occulto. Charles Dexter Ward è un giovane studioso amante della conoscenza che porta avanti una ricerca solitaria tra antichi libri proibiti e terribili rivelazioni. La ricerca lo condurrà verso orrori inimmaginabili, isolandolo dalla comunità perché il ragazzo è l’unico sufficientemente curioso e acuto da scoprire (e accettare) le agghiaccianti verità che governano il mondo con logiche aliene trascendenti la comprensione umana. Il racconto lungo, praticamente una novella, tanto che viene spesso venduto come libro a parte, apre il volume 1927-1930 ed è rinomato per la seguente frase: «Non evocate niuna Entità che non possiate indietro rimandare».
Rispetto ai primi due volumi (1897-1922 e 1923-1926), di cui s’era detto in sostanza che presentavano un Lovecraft ancora immaturo sebbene avesse già scritto dei capolavori come Il richiamo di Cthulhu, in questo terzo volume il «solitario di Providence» dimostra di avere finalmente imboccato la direzione giusta, di aver trovato, finalmente, la sua vocazione nel dipingere quell’orrore cosmico di cui era (ed è tuttora) maestro. I racconti scritti tra il 1927 e il 1930 sono relativamente pochi, ma lunghi, approfonditi e precisi, nonché estremamente evocativi. Il volume 1927-1930 include un paio di racconti meno incisivi, un piccolo saggio sull’origine del Necronomicon e cinque racconti scritti in collaborazione o revisioni, spesso attribuibili interamente al genio creativo di HPL.
Un altro capolavoro di Lovecraft è senza ombra di dubbio Il colore venuto dallo spazio (The Colour Out of Space). Uno strano meteorite gommoso precipita in una zona del New England, una zona che in futuro assumerà il nome di «landa folgorata» per i fatti sconvolgenti di cui fu palcoscenico. Al contrario di quanto avviene per Il caso di Charles Dexter Ward, qui l’inimmaginabile orrore cosmico non viene evocato nel perfetto stile della stregoneria e nemmeno paragonato alla magia nera, piove invece dal cielo, dallo spazio, senza troppi fronzoli, e macchia la Terra di un segno indelebile che, per quanto dichiaratamente alieno, va anch’esso ben oltre la comprensione umana.
L’orrore di Dunwich (The Dunwich Horror) è il terzo dei quattro capolavori presenti nell’antologia 1927-1930. Appartiene al cosiddetto “ciclo di Arkham”, secondo quanto afferma Lovecraft in una lettera a Clark Ashton Smith, anche se in seguito, come fa sapere il curatore nella nota introduttiva, sarà considerato «un tipico racconto del “ciclo di Cthulhu” e degli altri dèi cosmici». Una mostruosità proveniente da molto lontano cova da tempo in una cittadina americana: anche in questo caso, come per Il colore venuto dallo spazio, il male è invisibile, ma stavolta assume tutt’altra natura. Un mostro, proveniente da un remoto angolo dello spazio-tempo, si nasconde nell’albero genealogico di una inquietante famiglia che vive «nella valle superiore del Miskatonic, molto, molto a occidente di Arkham».
Infine, Colui che sussurrava nelle tenebre (The Whisperer in Darkness) si eleva ad uno degli apici narrativi che Lovecraft abbia raggiunto. Racconto lungo, anzi lunghissimo, narra le vicende di una colonizzazione aliena a suo modo terrificante. Il protagonista, come al solito curioso e amante della conoscenza, intraprende uno scambio epistolare con un altro individuo che vive in solitudine nel luogo dove si raccolgono da anni testimonianze di macabri avvistamenti, spesso relegati alla categoria del folklore, vuoi per l’assurdità dei racconti vuoi per la paura che possano essere fondati. La verità, inutile ribadirlo, è una di quelle alla portata di poche intelligenze, ma anche queste, una volta sperimentati di persona certi fatti, certe presenze, fanno fatica a convincersi che non si sia trattato piuttosto di un brutto sogno.


Nessun commento:

Posta un commento

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...