giovedì 18 giugno 2015

Il racconto dei racconti: la buonanotte di Matteo Garrone


Matteo Garrone è diventato famoso per la trasposizione cinematografica di Gomorra, il libro-inchiesta di Roberto Saviano. Paradossalmente, o forse no, quel film era diabolicamente realistico, mentre con quest'ultima opera cinematografica siamo a livelli puramente fiabeschi. Insomma, se una volta uscito dal cinema qualcuno mi avesse chiesto di indovinare il nome del regista a scatola chiusa, l'ultimo a cui avrei pensato è proprio Matteo Garrone. 
Premesso ciò, Il racconto dei racconti è una bella fiaba vecchio stile. Infischiandosene della tendenza moderna, che è riuscita a trasformare in un becero film d'azione il sacro "Hansel e Gretel", una delle migliori fiabe dei fratelli Grimm, Il racconto dei racconti si muove al ritmo cadenzato della narrazione da buonanotte. In esso riscopriamo l'importanza della lentezza e della morbidezza narrativa. Niente spari e niente tagliuzzamenti insomma, ma solo storie di fantasia che mettono a nudo, ahimé, l'egoismo umano e le sue conseguenze. 
Ho detto fantasia? Ebbene sì! Quando si gira una cinefiaba tutto è permesso. Lasciamo pure che una pulce si nutra a tal punto da diventare grossa come un maiale. E ammettiamo l'esistenza dei draghi marini e degli indovini, delle streghe e dei sortilegi. Non sono forse queste, le vere fiabe? Strano a dirsi, ma era da tanto tempo che non si vedeva una fiaba mostrata al cinema proprio così, come si faceva una volta. Qualche adulto ne parlerà male, ma i bambini non gli daranno ascolto.

Jeff Leboffe

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