martedì 23 giugno 2015

Perché cerchiamo acqua e forme di vita organiche nell'universo?

A qualcuno sarà capitato più di una volta di domandarsi se esistono altre forme di vita nell'universo. La canzone Altre forme di vita dei Bluvertigo riepiloga molto bene questo pensiero e ci offre lo spunto per affrontare una questione molto importante in merito alla ricerca di vita extraterrestre. "Se non esistessero i funghi", dice la canzone, "riuscireste a immaginarli"? La risposta è no, ed è per tale motivo che al momento, e forse chissà per quanto altro tempo in futuro, l'essere umano cercherà l'esistenza della vita scandagliando l'universo alla ricerca di acqua o forme di vita organiche. Cercare esseri viventi molto diversi da noi, anzi completamente diversi da noi, è largamente più facile a dirsi che a farsi. 

© Seamartini Graphics - Fotolia
La fantascienza ha inventato una miriade di forme di vita strampalate. Da quelle fatte di pura energia come i tremendi Vitoni di Schiavi degli invisibili scritto da Eric Frank Russell, ai baccelloni de L'invasione degli ultracorpi di Jack Finney, fino ad arrivare agli alieni più stravaganti che la narrativa popolare abbia immaginato, i cristalli sognanti dell'omonimo romanzo di Theodore Sturgeon. Nessuno di questi romanzi, tuttavia, entra nel merito scientifico degli alieni descritti. Non abbiamo una descrizione chimico-fisica di quelle forme di vita. E anche se uno scrittore fosse talmente pazzo da descrivere un essere extraterrestre nei minimi dettagli non si riuscirebbe a cavare un verme dal buco, perché teoricamente ci sono infinite possibilità immaginative. 

Impossibile, dunque, trovare una forma di vita aliena, semplice o intelligente che sia, completamente diversa da noi, che non sia fatta di acqua e molecole organiche basate sul carbonio. Questo non vuol dire che non possano esistere, significa solo che per cercare qualcosa bisogna sapere cosa si sta cercando, soprattutto se consideriamo la vastità dell'universo. 

La ricerca di extraterrestri è in sostanza un esperimento come tutti gli altri e in tal senso richiede l'applicazione del cosiddetto metodo scientifico. La procedura è la seguente: si formula un'ipotesi e poi si compie un esperimento che la verifichi o la smentisca. Senza una chiara ipotesi iniziale, sarebbe come scandagliare l'universo alla ricerca di qualcosa che nemmeno conosciamo, praticamente alla cieca, sperando in una botta di fortuna nei confronti della quale vincere al Superenalotto diventa una partita a dadi. Al momento l'unica ipotesi che possiamo formulare con certezza è quella di immaginare l'esistenza di forme di vita simili alla nostra, cioè basate sull'acqua, sui composti basati sul carbonio e sulla presenza di DNA. Il resto, ahimé, è ancora fantascienza. 



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