venerdì 3 luglio 2015

Pregi e difetti di Interstellar

Interstellar è il nono lavoro di Nolan alla regia, ambientato in un ventunesimo secolo distopico in cui l'umanità cerca con i viaggi interstellari di non far estinguere la propria razza. Se vogliamo, quello che potrebbe già essere successo alla razza umana... 

Incentrato sull'uso dei wormhole, il film del regista londinese era attesissimo soprattutto dopo essere stato ereditato da Stephen Spielberg che ci stava lavorando sopra dal 2006 per conto della Paramount insieme al fisico teorico Kip Thorne. La pellicola, infatti, si basa sui trattati dello studioso e nello specifico sulla la possibilità di viaggiare tra vari sistemi solari attraverso un wormhole, un cunicolo spazio-temporale che appare come un deus ex machina quale unica via di salvezza perseguibile.

Che dire... uscito dal cinema la mia prima impressione è stata: "Mah?", in quanto incapace di capire se mi fosse o meno piaciuto. Quello che ho visto infatti è stato un film lungo, eccessivamente lungo, con qualche pecca di ritmo che in alcune occasioni mi ha quasi fatto provare sonnolenza. Questo però non significa che sia brutto, anzi, ma solo che non mi ha entusiasmato poi così tanto rispetto alle aspettative che erano state generate dai media. Ci troviamo di fronte ad un'opera comunque ben realizzata come solo il regista inglese è capace di fare: un eccellente comparto tecnico, una trama umana e vivida negli attori principali a proprio agio nei ruoli, un marketing planetario che è andato avanti da oltre un anno e mezzo corredato da forti aspettative, qualche bella teoria fantascientifica, qualche colpo di scena più visivo che altro e una pregevole rappresentazione di un rapporto umano padre figlia come pochi altri in circolazione. 

Forse qualcuno si sarebbe aspettato di più, ma privilegiare l'aspetto umano rispetto quello fantascientifico non penso possa essere identificato come un pregio o difetto, forse più come una scelta artistica fatta da Nolan, che semmai stupisce per le superficialità di costruzione. Non è che stiamo parlando di un regista qualunque, ma di un geniaccio che ha tirato fuori gioielli come Inception o The Prestige, senza neanche tirare in ballo Memento, pertanto ritrovarsi di fronte a scene un po' gratuite che potevano essere facilmente risolte in altro modo lascia interdetti per un regista di tale calibro. Ci sono in effetti leggerezze di sceneggiatura, forse causate dalla stesura precedente, che di certo non siamo abituati a vedere nei suoi lavori sempre magistrali. In particolar modo mi riferisco al tentativo di eccessivo realismo che contrasta con il fatto che i personaggi non mangiano mai, nonostante sia il problema fondamentale di tutto il film; McConaughey non si prepara per il viaggio nonostante non voli da tempo; per salvare la Hathaway qualcuno fa la fine del sorcio come un fesso, ecc...

Quello che più colpisce, però, è l'intensità umana dei protagonisti, a partire da un Matthew McConaughey che vive in uno stato di grazia dall'esperienza di Dallas Buyers Club e dal capolavoro di Fukunaga e Pizzolatto, True Detective (e c'era chi mi prendeva per pazzo quando lo osannavo a febbraio del 2014); fino ad arrivare alla Chastain che diventa sempre più brava dai tempi di Zero Dark Thirty (Bigelow, 2012). A parte loro, però, la "faccia da topolina" Hathaway, confermata da Nolan tra le sue attrici preferite, dà tutta l'impressione di non essere particolarmente ispirata, così come Matt Damon anche lui poco incisivo, al punto da far sentire la mancanza di Cillian Murphy, ma non quella dell'ultraottantenne Sir.Michael Caine sempre presente nel fido ruolo del mentore.

A parte tutto, Interstellar è un buon film, non dico da rivedere a breve, ma capace di integrare teorie scientifiche non da poco. Non avrebbe neanche senso discuterne perché per quanto possano essere o meno accurate, necessariamente ad un certo punto si discosteranno dalla realtà conosciuta solo perché scientificamente non provate. A conti fatti è di un film che stiamo parlando, non di un saggio, pertanto è naturale che ci sia la finzione, fa parte dell'entertainment. Proprio per questo l'accuratezza scientifica ha dovuto cedere il passo alla fantascienza, senza nulla togliere alla possibilità un giorno di scoprire che il film sia stato in qualche modo profetico.

Se ancora non l'avete visto vi auguro una buona visione.

Marc Welder

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