giovedì 30 luglio 2015

Un nuovo protocollo per le felci OGM

La trasformazione o modificazione genetica degli organismi vegetali è uno strumento fondamentale per la loro analisi genetica. La difficoltà nel trasformare un organismo ne compromette lo studio dal punto di vista biologico. Con molte piante appartenenti alla famiglia delle felci non si riesce ad andare oltre le trasformazioni genetiche temporanee, mentre in quei rari casi di successo l’efficienza è praticamente pari a zero.

Al Dipartimento di Scienze della Pianta (Department of Plant Sciences) dell’Università di Oxford, Plackett e colleghi hanno messo a punto un nuovo metodo di modificazione genetica realizzato con una particolare specie di felce: Ceratopteris richardii. Il protocollo pubblicato sulla rivista Plant Methods ha permesso a Plackett e colleghi di trasformare la pianta con un’efficienza del 72%.

Il ciclo vitale di C. richardii comprende uno stadio  detto gametofito, la forma aploide pluricellulare da cui si generano i gameti, e uno stadio detto sporofito, la forma diploide pluricellulare da cui vengono rilasciate le spore che germineranno nel gametofito. Nel protocollo, una formazione tumorale denominata callo viene indotta nello sporofito con un trattamento a base di citochinina. Il callo viene poi estratto e trasferito in un terreno di coltura. Quindi il DNA transgenico viene trasferito nel callo tramite il cosiddetto bombardamento di particelle (una raffica di transgeni viene sparata a tappeto contro la formazione callosa). 
Dalle cellule del callo in coltura nascono molti nuovi sporofiti. Quelli che hanno integrato il transgene vengono selezionati e isolati: gli sporofiti crescono in un terreno di coltura arricchito di antibiotici che uccidono gli esemplari non trasformati. Trascorse 8 settimane, la selezione della progenie transgenica è compiuta.

La novità della tecnica di Plackett e colleghi consiste soprattutto nell’utilizzo di nuovi antibiotici e marcatori genetici che, nel loro insieme, aumentano le potenzialità del procedimento di trasformazione e permetteranno, in prospettiva, di effettuare operazioni più complesse come il dare vita a linee cellulari trasformate con più di un singolo transgene.

Immagine © butenkow - Fotolia


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