giovedì 3 settembre 2015

C'è ancora posto per i ciclopi a tre gambe

Vienna, fine XVIII secolo, in piena Età della Ragione. La città è assediata dai turchi, la popolazione è allo stremo. Il governatore è un uomo che fa del razionalismo la sua fede, in nome della quale condanna a morte un giovane militare colpevole di un atto eroico generato dalla passione. 
Nel corso di un placido mercoledì, giorno festivo, una compagnia di attori allo sbando mette in scena la sua opera migliore: Le avventure del barone di Münchausen. Lo spettacolo procede pieno di intoppi, come al solito, ma il pubblico si diverte a suo modo. Poi avviene il colpo di scena. Un vecchio signore vestito proprio come il protagonista dell'opera fa capolino nella platea e grida contro gli impostori. È lui il vero Barone di Münchausen, così dice. Nel teatro scoppia il caos, ma il pubblico si diverte più di prima.
Mentre il vero barone fa riaprire il sipario e mette in scena la sua vera storia, con gli attori che eseguono le sue direttive per salvare la pelle, il teatro viene preso a cannonate.
Sotto i colpi dei cannoni del Sultano il teatro cade lentamente a pezzi e il Barone, ferito, viene soccorso da una bambina che recita nella compagnia teatrale. Siamo all'inizio del film, e il Barone emette la sua sentenza con quelle che hanno tutta l'aria di essere le sue ultime parole. «Vattene via!» dice alla bambina. «Sto cercando di morire». La fanciulla chiede perché. «Perché» risponde il Barone, «sono stanco del mondo, e il mondo, evidentemente, è stanco di me. Tutto è logica e ragione, oggigiorno. Scienza... progresso... puah! Leggi dell'idraulica, leggi della dinamica sociale, leggi di questo, leggi di quell'altro. Non c'è posto per i ciclopi a tre gambe dei mari del sud, non c'è posto per alberi di cetrioli e oceani di vino. Non c'è posto per me». 
C'è invece posto per le sue avventure, che iniziano proprio in quel momento. Il Barone andrà a recuperare i suoi vecchi compagni nei posti più fantasiosi. Bertolt, l'uomo più veloce del mondo, viene trovato prigioniero sulla Luna. Gustavus, nano dal potente soffio, e Albrecht, cecchino dalla vista d'aquila, vivono nello stomaco di un pesce gigantesco. Adolfus, l'uomo più forte del mondo, è diventato la cameriera del dio Vulcano.
Le avventure del barone di Münchausen è un film del 1988 diretto da Terry Gilliam e ispirato all'omonima raccolta di racconti scritta nel 1785, in inglese, da Rudolf Erich Raspe, a partire dalla trascrizione di un autore anonimo pubblicata nel 1781 con lo scopo di registrare i veri racconti del Barone che, a quanto pare, è stato un militare tedesco - esistito per davvero tra il 1720 e il 1797 - famoso per i suoi racconti inverosimili.
Alla realizzazione del film hanno contribuito diversi italiani: Giuseppe Rotunno alla direzione della fotografia, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per la scenografia, Valentina Cortese nei panni della Regina della Luna, Franco Narducci nei panni del tesoriere del Sultano, Ettore Martini e Antonio Pistillo rispettivamente come primo e secondo generale. Attori d'eccezione: Uma Thurman, che interpreta Venere, e Robin Williams, nelle vesti del Re della Luna.

Jeff Leboffe


Nessun commento:

Posta un commento

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...