martedì 29 settembre 2015

Fredric Brown: Il visitatore che non c'era

Sono trascorsi più di quarant’anni dalla morte di Fredric Brown e possiamo affermare con certezza che Il visitatore che non c’era (Night of the jabberwock, 1950) corrisponde a una delle sue opere migliori. Non eguaglia i livelli di alto intrattenimento dei suoi romanzi di fantascienza ma è di sicuro un punto di riferimento per conoscere la versione giallo-poliziesca dell’autore. Uscito come numero 17 della ben curata collana “I bassotti” (Polillo Editore) il libro regala momenti di intenso piacere letterario a tutti gli amanti del bizzarro.

Fredric Brown non riusciva proprio a tenere a freno la sua stessa passione per l’assurdo, tanto da portarsela dietro anche nello scrivere i romanzi gialli che, come già detto nella recensione di Cinque giorni d’incubo, rappresentarono la sua principale attività narrativa. Grande estimatore di Lewis Carroll, a quanto pare, nel libro di cui stiamo parlando ha inserito pesantissimi riferimenti al capolavoro dello scrittore e matematico britannico. Oltre ad aprire ogni capitolo con un estratto di Alice nel paese delle meraviglie e Alice attraverso lo specchio, l’intero romanzo è incentrato su un paradosso che vede riportare sul piano reale i contenuti del famoso libro di fantasia.

Protagonista dell’assurda vicenda è una sorta di Alter Ego di Fredric Brown: il giornalista Doc Stoeger, appassionato di Lewis Carroll e direttore di un misero settimanale di provincia. Misero perché nella cittadina interessata non succede assolutamente nulla di interessante. Nemmeno, che ne so, un omicidio ogni tanto. Quello che sta per accadere all'annoiato direttore, in un comunissimo giovedì come ce ne sono molti, sembra essere frutto della sua stessa immaginazione per via delle movimentazioni che scatenerà di lì a poco.

Un tale si presenta a casa di Doc Stoeger dicendo di chiamarsi Yehudi Smith e affermando di appartenere ad un’associazione di ammiratori di Lewis Carroll. A breve si svolgerà una riunione di gruppo che riunirà molti fanatici dello scrittore. Al misterioso tipetto farebbe molto piacere se partecipasse anche Stoeger. «Dottore» gli dice quel tipo assai strano, «le è mai venuto il sospetto che le fantasie di Lewis Carroll non fossero affatto fantasie?». Mica male, come inizio, per un romanzo giallo. 


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