mercoledì 7 ottobre 2015

L'origine degli eucarioti


L’origine degli eucarioti è uno dei più grandi misteri irrisolti della biologia evoluzionistica. Le analisi genomiche effettuate finora sugli archeobatteri (Archaea) rivelano diversi punti in comune con le cellule eucariotiche. L’actina e la tubulina del citoscheletro, insieme al sistema dell’ubiquitina, sono presenti ad esempio in alcuni archeobatteri sebbene in una forma assai meno complessa e organizzata. 

Questi dati hanno avvalorato l’ipotesi che la cellula progenitrice di tutti gli eucarioti fosse un archeobatterio ancestrale dotato di una peculiare organizzazione intracellulare. Grazie alla metagenomica è stato ricostruito a ritroso l’albero genealogico degli eucarioti fino ad un gruppo di archeobatteri chiamato Lokiarchaeota, nelle cui cellule vengono raggruppate insieme molte delle caratteristiche osservate  –  in maniera isolata e sparpagliata – negli altri gruppi di archeobatteri.

La filogenetica molecolare e la filogenomica offrono insieme due prospettive complementari sull’origine evolutiva degli eucarioti. La ricostruzione del cosiddetto albero filogenetico (l’albero genealogico evolutivo), basata inizialmente sulla sequenza del rRNA 16S e successivamente su altre sequenze universalmente rappresentative del mondo dei procarioti, ha portato a identificare inequivocabilmente negli archeobatteri il punto di origine evolutivo più antico oggi conosciuto. 

Mentre nei libri di testo vengono ancora indicati gli eucarioti come gruppo “fratello” degli archeobatteri, un recente metodo di ricerca applicato sempre sul rRNA 16S ha stabilito un nuovo ramo evolutivo chiamato Eocita che secondo il modello proposto si diramerebbe insieme agli eucarioti a partire dal ramo degli archeobatteri.

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Immagine © Paulista - Fotolia

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