mercoledì 24 febbraio 2016

Neuro-enhancement: verso il potenziamento cognitivo

Il 20 febbraio all’università “La Sapienza” di Roma si è svolto un dibattito pubblico sul neuropotenziamento. L’incontro è stato promosso dal progetto Neuro-enhancement Responsible Research and Innovation (NERRI).


Il NERRI è un progetto europeo che coinvolge diciotto partner provenienti da undici paesi. Si pone l’obiettivo di promuovere appunto il dibattito sul neuropotenziamento, un campo di ricerca in espansione che studia gli effetti dei farmaci e delle applicazioni mediche sulle capacità cognitive. Il progetto vuole rispondere a due domande cruciali. Innanzitutto, è possibile il neuropotenziamento? Ed è socialmente auspicabile? La discussione acquisisce un valore fondamentale su un tema così delicato.

Con il termine neuro-enhancement ci si riferisce in linea generale all’incremento delle attività del cervello, soprattutto in termini di memoria e concentrazione. Questo risultato si può raggiungere in diversi modi, per esempio somministrando farmaci o applicando campi elettrici e magnetici. La ricerca è ancora alle prime fasi e al momento non esistono studi che accertino l’efficacia delle sostanze attualmente in commercio. Molte di esse, infatti, sono in realtà medicine prescritte per trattare disturbi neurologici e non possono essere assunte dalle persone sane. Ma con internet tutto è possibile: esiste un mercato online di sostanze psico-attive molto difficile da controllare.

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