giovedì 4 febbraio 2016

Ray Bradbury: Cronache marziane

Cronache marziane fu pubblicato nel 1951, esattamente un anno prima di Fahrenheit 451. Chi sa dire se Ray Bradbury sia più famoso per il primo libro oppure per il secondo? E cosa hanno in comune le sue opere di maggior successo? Un fatto è certo: in entrambi i casi abbiamo a che fare con dei classici intramontabili della letteratura, nel senso più ampio e nobile del termine. 

Infatti è innegabile che Ray Bradbury abbia fatto e continui a fare breccia oltre i confini degli appassionati e delle appassionate di fantascienza. Il suo linguaggio non è rivolto a un pubblico di nicchia, anzi, le sue metafore toccano molto spesso punte di poesia. Cronache marziane è propedeutico per chi intende affacciarsi al bordo vertiginoso della fantascienza, ma non è affatto obbligatorio in tal senso.

In ogni caso The Martian Chronicles non entra in competizione con Fahrenheit 451, per il semplice fatto che non si tratta di un romanzo. Trattasi, piuttosto, di una serie di racconti che si incollano l’un l’altro dal punto di vista temporale. Le vicende cambiano, i protagonisti anche, ma rimane il pianeta Marte come unica ambientazione. Ne viene fuori una lunga cronaca narrativa sul pianeta rosso e sui rapporti che questo si trova ad avere con la Terra, o meglio con i terrestri. Ogni fatto narrato nella cronaca è racchiuso in un capitolo che presenta un titolo suggestivo e una data, dove viene indicato l’anno e il mese dell’avvenimento. L’emozionante odissea marziana si estende da gennaio 1999 a ottobre 2026. 

Qualcuno, forse, su Marte c’è già arrivato sin dal 1999. E lo ha fatto in solitudine, senza dirlo a nessuno. Oppure, come afferma la scienza, su Marte non ci sono alieni. Ma quel mondo lontano, quell’ambiente desolato, quel deserto senza vita, si anima ogni istante con i sogni delle generazioni che hanno vissuto e vivono alzando gli occhi al cielo con stupore. 

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