mercoledì 30 marzo 2016

Sandro Pergameno racconta Kristine Kathryn Rusch

Kristine Kathryn Rusch ha vinto il premio Hugo sia come scrittrice che come curatrice. Anche se è conosciuta soprattutto nella narrativa fantasy e di fantascienza, ha vinto anche alcuni premi letterari in altre categorie ma sotto due pseudonimi: Kris Nelscott per la narrativa mystery e Kristine Grayson per la narrativa del genere paranormal romance. Tra le sue opere meglio riuscite rientrano i romanzi della saga dell'artista dei recuperi, che comprende più di dieci volumi. Due libri di questa saga - L'artista dei recuperi e Il cercatore di tesori -  sono usciti in formato ebook nella collana Biblioteca di un Sole Lontano diretta da Sandro Pergameno per la casa editrice Delos. Nella stessa collana sono usciti i romanzi brevi Echea, Stealth e Un tuffo nel relitto. Dunque chi altro, se non Sandro Pergameno, può raccontare nel dettaglio la scrittrice americana? Ce ne parla in un'intervista che suona come un profilo d'autore.

Kristine Kathryn Rusch
Fonte: Amazon
Kristine Kathryn Rusch è un'autrice dalla penna brillante. Puoi descriverla in poche parole?
Kristine Kathryn Rusch è una persona squisita e assai disponibile. Ho avuto la fortuna di conoscerla di persona tramite facebook ed email per via dei racconti che stiamo pubblicando e sono rimasto stupito e conquistato dalla sua simpatia e disponibilità (a questo proposito vorrei spezzare una lancia in favore di molti autori anglosassoni, come la Rusch, Bob Silverberg, Mike Resnick e altri, spesso propensi alla pubblicazione dei loro racconti in Italia per pochi euro, a differenza dei loro agenti letterari). Autrice di professione da molti anni, K. K. Rusch ha iniziato la sua carriera come editor della rivista The Magazine of Fantasy & Science Fiction, che ha poi abbandonato per darsi alla carriera di scrittrice a tempo pieno. Attivissima in molti generi, dall’urban fantasy al romance, dall’horror alla fantascienza, ha iniziato con un romanzo di fantasy classica, Le bianche nebbie del potere, che consigliai io stesso a Fanucci nei lontani anni novanta. Dotata di uno stile semplice e accattivante, la Rusch ha la caratteristica di sfornare sempre opere gradevoli, con una trama avvincente, che non annoiano mai il lettore. Forse non si tratta di alta letteratura o di grande impegno letterario (anche se a volte, come in Echea, ci sono accenni a problematiche assai attuali ed importanti), ma il divertimento è assicurato. In breve, è una narratrice nata, una vera professionista della penna.

L’artista dei recuperi e Il cercatore di tesori  sono due romanzi brevi che fanno parte di un ciclo di tredici romanzi. Qual è il segreto del successo di questo ciclo?
A mio modesto parere, in questo ciclo (che è quello più famoso della Rusch, assieme a quello del “Diving”, che pure stiamo pubblicando nella nostra collana) la Rusch ha azzeccato l’idea di base, mescolando alla perfezione thriller poliziesco e avventura spaziale, in una serie di storie che pongono interessanti domande sulla giustizia futura e tra culture e specie aliene.
L’idea è sostanzialmente questa. In un universo dove umani e alieni hanno formato un commonwealth galattico denominato “Alleanza Terrestre”, trattati interplanetari regolano la convivenza tra le razze. E gli umani, che  cercano di espandersi, spinti dal loro affaristico egoismo sul suolo di altri pianeti e sistemi solari, devono sottostare alle bizzarre usanze extraterrestri. Spesso le leggi aliene non hanno un senso immediato per gli umani, ma la punizione per chi le viola  è quasi sempre terribile, e può andare dalla perdita della vita a quella del primo figlio nato. Spesso gli umani, per evitare queste durissime conseguenze dei loro reati, si affidano ad agenzie che provvedono alla loro “scomparsa”, fornendo una nuova identità  su altri mondi. Alla loro caccia sono sguinzagliati i cacciatori di teste, investigatori ingaggiati dagli alieni in cerca di giustizia. Miles Flint, protagonista di molte di queste storie, invece sta dalla parte dei buoni: è un Artista dei recuperi, un ex poliziotto che abita nella cupola di Armstrong sulla Luna e aiuta i familiari degli scomparsi a evitare guai terribili, o almeno a risolvere casi spinosi che spuntano come funghi in questo universo complesso e imprevedibile creato dalla fertile fantasia di Kathryn Kristine Rusch.

Come si inseriscono nel ciclo i due romanzi tradotti in italiano? E tutti gli altri?
The Retrieval Artist è il primo romanzo breve (in ordine di stesura) di una serie che ha conquistato i lettori americani e che consta attualmente di ben tredici romanzi e numerosi romanzi brevi. Cronologicamente la serie parte dal romanzo The Disappeared, che narra la storia di Miles Flint, all’epoca ancora poliziotto della città lunare di Armstrong, e del suo abbandono della divisa per intraprendere la carriera di investigatore freelance, dedicato soprattutto ai “Recuperi” di persone scomparse per i motivi sopra citati.  La serie prosegue con gli altri romanzi Extremes, Consequences, Buried Deep, Paloma e Recovery Man. L’artista dei recuperi si inquadra più o meno dopo il primo romanzo e prima del quinto, anche se non ha una storia che ne permetta una collocazione cronologica precisa, come accade invece per Il cercatore di tesori (The Recovery Man's Bargain, 2009) che narra in parte vicende poi riprese e concluse nel sesto romanzo, Recovery man, che ci presenta la figura della moglie di Miles, Rhonda Flint, e soprattutto della figlia clonata.

Saranno pubblicati altri libri della serie nella collana Biblioteca di un Sole Lontano?
Abbiamo già comprato The Possession of Paavo Deshin (2010). Vedremo poi se è il caso di presentare al pubblico italiano anche gli altri racconti della serie che la Rusch nel frattempo continua a produrre. Purtroppo, essendo storie “gialle”, hanno spesso bisogno di una lunghezza corposa per avere uno sviluppo coerente e preciso, e soprattutto per fornire un panorama completo di questo affascinante universo ricco di razze aliene assai buffe e intriganti. E’ ovvio che la lunghezza del romanzo in questo caso è perfetta per tale sviluppo narrativo, ma noi non abbiamo al momento la possibilità di comprare e tradurre opere di questa portata. Ciò detto, anche i romanzi brevi del ciclo, che stiamo portando in Italia, sono sempre molto lunghi e ben sviluppati per essere delle semplici “novelle”.
Ciò vale anche per l’altra serie della Rusch, quella del “Diving Universe”, che pure ha riscosso molto successo anche nel nostro paese, e di cui sta per uscire il terzo volume, La stanza delle anime perdute, dopo Un tuffo nel relitto e Stealth.
Questa serie racconta le avventure di Boss, una cacciatrice di tesori spaziali, sempre alla ricerca di vecchi relitti di astronavi da cui ricavare manufatti e materiali preziosi, o anche informazioni e tecnologie che possono rivelarsi di inestimabile valore, come quella dell’Occultamento, che permette alle astronavi di nascondersi nelle pieghe dello spazio-tempo. Naturalmente c’è tutta una serie di inconvenienti e di prezzi da pagare, e forse alcuni segreti sono troppo pericolosi e dovrebbero rimanere tali in eterno, come lascia intendere l’autrice.
Anche di questa serie abbiamo acquistato un quarto romanzo breve, Becoming One with the Ghosts, che è già in traduzione.

Oltre a Kristine Kathryn Rusch, quali autori arricchiranno la Biblioteca da qui alla fine dell’anno?
Un po’ per motivi economici, un po’ per coerenza editoriale, stiamo portando avanti un discorso su alcuni autori che, a nostro modesto parere, meritano una chance di fronte al pubblico italiano (o una riscoperta), come appunto Kristine Kathryn Rusch, Robert Reed (di cui abbiamo preso altre due novelle della serie della Grande Nave, Robert Silverberg, (di cui esistono in giro numerosi inediti), Mike Resnick, James Patrick Kelly, e altri di cui non posso al momento svelare l’identità...


a cura di Flavio Alunni

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