martedì 31 maggio 2016

Materia oscura: intervista a Rita Bernabei


Il modello cosmologico ɅCDM (Lambda-CDM, che sta per Cold Dark Matter, Materia Oscura Fredda) descrive le forme di energia e materia presenti nell’Universo. È basato sulla relatività generale di Einstein per la descrizione della forza di gravità, e sul modello standard per la descrizione delle interazioni tra le particelle che formano la materia.

C’è un problema, però, perché il modello ɅCDM è incompleto.

Infatti dipinge un quadro definito solo per la materia ordinaria (pianeti, stelle e galassie visibili) che occupa il 5 percento dell’intero universo. I restanti 68 e 27 percento sono da attribuire a entità dall’esistenza certa ma dalla natura ignota: l’energia oscura, responsabile dell’accelerata espansione dell’Universo, e la materia oscura, un tipo di materia sconosciuta non prevista dal modello standard delle particelle elementari. Quindi, anche se dal punto di vista astrofisico l’esistenza della materia oscura è stata confermata, la sua natura particellare rimane ancora tutta da chiarire.



Abbiamo approfondito l’argomento con Rita Bernabei dell’Università Tor Vergata di Roma, responsabile del progetto DAMA nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). DAMA è un esperimento dedicato all’investigazione di particelle di materia oscura nell’alone galattico.

I principali apparati sperimentali del progetto sono: DAMA/NaI, che ha completato la presa dati nel 2002, e DAMA/LIBRA di seconda generazione, che continua l’investigazione di DAMA/NaI con più elevata sensibilità. Al Gran Sasso sono presenti altri progetti, come CRESST, XENON e DARKSIDE, che insieme a DAMA puntano a ricercare interazioni dirette della materia oscura con i rivelatori dei laboratori sotterranei. I LNGS si trovano a 1400 metri di roccia sotto la vetta del Gran Sasso, allo scopo di proteggere l’apparato sperimentale dalla radiazione cosmica che, bombardando costantemente la superficie terrestre, disturberebbe un rivelatore costruito a livello del mare.

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Credit immagine: Pixabay

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