sabato 18 giugno 2016

I romanzi post-apocalittici nella fantascienza (terza parte)

In principio fu l'apocalisse. Poi ce ne fu un'altra, e un'altra, e un'altra ancora. Il primo articolo sui romanzi post-apocalittici nella fantascienza è uscito su Clarke è vivo quasi due anni fa. Lo scorso novembre, Antonello Perego ci ha deliziato con la seconda parte. Adesso quella che sta diventando una vera e propria cronaca della catastrofe si arricchisce di un nuovo capitolo. Udite udite, c'è anche un autore italiano: Tullio Avoledo.

Tullio Avoledo: La radici del cielo

Le radici del cielo (2011) di Tullio Avoledo fa parte dell'universo del libro Metro 2033 dello scrittore Dimitri Glukhovsky. La storia si svolge quindi nel 2033, venti anni dopo una guerra atomica, dove i pochi sopravvissuti vivono nella metropolitana di Mosca e stentano a sopravvivere. In questo contesto molti altri scrittori si sono cimentati descrivendo le vicissitudini dei sopravvissuti nelle metropolitane di molte città russe ed europee: Inghilterra, Polonia e anche in Italia con due romanzi di Tullio Avoledo (Le radici del cielo  e La crociata dei bambini), che coinvolgono città come Roma, Ravenna, Urbino e Venezia. A breve dovrebbe seguire il terzo e conclusivo episodio della trilogia.


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A Roma i sopravvissuti vivono nelle catacombe di San Callisto, la sopravvivenza è messa a dura prova anche da giochi di potere tra quello che resta del Vaticano e la crudele famiglia Mori. Il romanzo narra la storia di Padre Jonh Daniels che viaggia da Roma a Venezia scortato da alcune agguerrite Guardie Svizzere per portare il Patriarca di Venezia a Roma, onde poterlo eleggere Papa. Ma la vera missione, che l'ignaro Padre Daniels non conosce, è il recupero del tesoro di San Marco. Quindi un romanzo "on the road", da Roma verso Venezia, dove si incontrano sulla strada molti personaggi e soprattutto molti pericoli, passando la notte in rifugi che le guardie svizzere conoscono molto bene, rifugi dove non sapendo di cosa nutrirsi a parte ratti e funghi alcune comunità compiono il passo nel baratro del cannibalismo. Fino a giungere in una Venezia in secca e piena di fantasmi.

Tullio Avoledo: La crociata dei bambini


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La crociata dei bambini (2014) è il secondo volume della trilogia di Avoledo dell'universo di Metro 2033. Siamo a Milano, nelle linee della metropolitana che conosciamo così bene (almeno io), divisa in più gruppi e in zone impercorribili. Padre Daniels viene ritrovato dal gruppo dei Bambini sperduti di Bonola,  e da qui parte la sua nuova avventura dove cerca di reclutare più persone possibili per unirsi nella lotta contro un nemico comune. Nel suo viaggio incontra e cerca di arruolare vari gruppi (i Bambini stessi, gli Alberti, i Chinos e anche le Creature della Notte che abitano il Duomo di Milano reso irriconoscibile da queste creature) fino ad arrivare in Stazione Centrale, sede dei Figli dell'Ira.


Philip K. Dick: Cronache del dopobomba
Titolo originale: Dr. Bloodmoney, or How We Got Along After the Bomb (1965)

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Il protagonista, soprannominato Fokky,  crede di avere visioni su un'aldilà tremendo e brutale. In realtà vede il futuro dopo lo scoppio della bomba atomica.

Quindi abbiamo tre tempi storici: il presente nel 1964, il futuro nel 1981, e il periodo durante il quale cadevano le bombe atomiche. Nel 1964 la vita scorre regolarmente come nella vera america di quegli anni. Successivamente, in seguito a un esperimento nucleare fallito che ha causato prima la nascita di numerosi bambini deformi scoppia una guerra atomica che spazza via tre quarti di popolazione.

I vari protagonisti si ritrovano in tutti e tre i periodi storici. Non c'è solo Hoppy Harrington - detto Fokky per via del fatto che è focomelico, senza braccia ne gambe - che gode di prestigio per le sue doti di riparatore e per aver ucciso Bruno Bluthgeld, lo scienziato che fece l'esperimento nucleare e minacciava di fare altri esperimenti. Abbiamo anche un astronauta, mandato in orbita senza poter fare ritorno per via della guerra atomica, che trasmette via radio sulla terra, come fosse un DJ spaziale. Infine c'è una bambina deforme con il proprio gemello, dotato di poteri mentali e incistato nel suo corpo.

Cronache del dopobomba non è un romanzo catastrofico in senso canonico perché Philips K. Dick ha stravolto tutto con la sua genialità, ha saputo miscelare mutazioni, poteri psi, chiaroveggenza e catastrofismo come nessun altro saprebbe fare. La narrazione passa da un periodo storico all'altro senza transizioni o tramite flashback. Il libro è una pietra miliare dei romanzi post-apocalittici, va letto assolutamente. A prescindere dal fatto che andrebbero letti quasi tutti i romanzi di Dick. 

D. F. Jones: Crociera nella catastrofe
Titolo originale: Don't pick the flowers (1971)


Immagine: mondourania
Come dice il titolo italiano, questo romanzo è una crociera con una barca a vela, il Myflower,che naviga verso l'Australia, in fuga da un disastro sismico e chimico che sconvolge gli Stati Uniti e successivamente il resto del mondo. Rispetto ad altri libri, però, l'apocalisse colpisce solo il 3% della popolazione. Anche se la catastrofe è limitata, per i protagonisti non si sa mai, quindi preparano lo yacht a vela e partono lasciandosi alle spalle i pericoli. La catastrofe non è immediata, avviene per gradi, così i protagonisti hanno tutto il tempo di verniciare la barca e partire per una vacanza e lasciare la massa a cavarsela da soli. Il loro non è affatto un viaggio noioso, anzi si incontrano tutti i rischi della navigazione in mare aperto, compresi gli tsunami. 

D F. Jones è uno scrittore eclettico, in parole povere scrive molto bene. Durante la guerra era in marina, e ha inserito in questo romanzo tutto quello che ne sapeva in fatto di cabotaggio.  

Charles Platt: Crepuscolo sulla città
Titolo originale: Twilight of the city (1977)

Immagine: mondourania
Come Tutti a Zanzibar non vi è un disastro imminente, ma un lento e inesorabile declino della società (in questo caso particolare di una città). Una serie di catastrofi sociali ed economiche conducono lentamente a un futuro sempre più cupo e incerto. Come potremo sopravvivere? Dove vivremo? Di cosa ci nutriremo? Ma soprattutto, come potremmo riuscirci all'interno di una città?

Il romanzo non ha riscosso molto successo (almeno in Italia) eppure a me, in quanto fan dei post-apocalittici è piaciuto molto. Mi è piaciuto vedere come i protagonisti hanno pensato a sopravvivere, reperire viveri e vestiari, armi e rifugi per l'inverno, oppure come si sono scaldati bruciando mobili ormai utili solo per accendere il fuoco. Mi è piaciuto seguirli mentre erano obbligati a muoversi di continuo per trovare nuove risorse.

Il libro ricorda un po' la serie tv della BBC Survivors del 1975. Un classico, per i fan dei post-apocalittici.


Antonello Perego

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