lunedì 27 giugno 2016

Mostri e altre meraviglie nascoste

«Cosa ne sappiamo del mondo e dell'universo attorno a noi? I nostri mezzi di indagine sono ridicoli, la nostra conoscenza degli oggetti che ci circondano infinitamente ristretta. Vediamo le cose soltanto per come siamo strutturati a vederle, e non possiamo farci un'idea della loro natura assoluta»

"Dall'altrove" di H. P. Lovecraft


Bizzarre e sconosciute creature si animano tra le pagine di Mostri e altre meraviglie nascoste, singolare antologia curata da Ivo Torello per le Edizioni Hypnos. Scienziati solitari e luoghi esotici aggiungono un tocco di avventura a una raccolta di racconti pubblicati tra il 1893 e il 1934. Nelle dieci storie presentate emerge preponderante l'innata attrazione che l'uomo riserva da sempre ai misteri e alle meraviglie della natura. La selezione è costruita in chiave criptozoologica, anche se il curatore spiega nella postfazione che «la criptozoologia nasce ufficialmente nel 1955, quando lo zoologo franco-belga Bernard Heuvelmans pubblica Sur la Piste des Bête Ignorées, un poderoso studio in due volumi dedicato agli animali ancora sconosciuti alla scienza». 

“Il frassino” di Montague Rhodes James (1904)
Nel Suffolk, in Inghilterra, c’è una villa chiamata Castringham Hall. All’interno si trovano un parco, un boschetto e un laghetto. Una volta, ora non più, la villa si distingueva per un enorme, vecchio frassino che quasi toccava l’edificio con i suoi rami. Nel 1690, una presunta strega che si recava misteriosamente al frassino quasi ogni notte fu impiccata per stregoneria. Prima di morire, però, lanciò una maledizione: «Ci saranno ospiti alla villa». Da quel giorno gli inquilini conobbero l’orrore per generazioni.

“Nell’osservatorio di Avu” di Herbert George Wells (1894)
L’osservatorio di Avu si trova sul picco di una montagna, nel Borneo, e domina un’oscura foresta tropicale incontaminata. Thaddy, il capo dell’osservatorio, è a letto con la febbre, e in una notte silenziosa tocca all’assistente Woodhouse iniziare la veglia solitaria. Mentre l’uomo è dedito all’osservazione di un gruppo di stelle nella Via Lattea, il firmamento viene momentaneamente oscurato da qualcosa che di lì a poco farà una visita nell’ampia stanza col telescopio. Ne verrà fuori un’interessante relazione tra lo scienziato e il suo ospite inatteso.

“Il terrore del serbatoio idrico” di William Hope Hodgson (1907)
In cima a una piccola cittadina della costa orientale sorge un serbatoio idrico, tristemente noto per i fatti spaventosi avvenuti lassù. In corrispondenza del serbatoio vennero infatti rinvenuti alcuni cadaveri, apparentemente strangolati, quindi assassinati, da un omicida silenzioso e capace di non lasciare alcuna traccia. Nessuno poteva immaginare la verità, tranne il dottor Tointon, l’unico ad aver riconosciuto all’epoca dei fatti tracce di bava su una ringhiera.

“Il mostro dei Sargassi” di Edsel Newton (1931)
L’aereo anfibio Tilden Twin ha perso i contatti con la stazione delle Bermuda, e per di più sta finendo il carburante. Il pilota è costretto a far planare l’aereo sul Mar dei Sargassi in attesa dei soccorsi. Sul tappeto di alghe galleggianti – esagerato nel racconto, praticamente un continente – caratteristico di quel mare vivono creature di forme e dimensioni mai viste. Ma le insidie maggiori si nascondono tra i passeggeri del velivolo.

“Vampiri del deserto” di A. Hyatt Verrill (1929)
Un paleontologo che lavora per una compagnia petrolifera viene mandato in perlustrazione a Talara, provincia del Perù che si estende su una brulla, spoglia e arida striscia di costa desertica nello stato sudamericano. Lì vicino, a Negritos, muoiono strangolati alcuni uomini senza che vi sia alcuna traccia degli assassini. Seguono altri omicidi identici: otto in due giorni, alcuni dei quali anche a Talara. Tutti i cadaveri vengono trovati prosciugati, con segni rossi sul volto e sul collo. La causa dei decessi è ignota. Che si tratti di un’epidemia? La Morte Notturna (così viene chiamata) si nasconde dietro una forma insospettabile.

“L’orrore delle altezze” di Arthur Conan Doyle (1913)
Negli strati più alti dell’atmosfera si nascondono forme di vita tutte da scoprire. Ad asserirlo è l’aviatore Joyce-Armstrong, convinto che la scomparsa di un pilota in Francia e la sparizione di un altro pilota in Inghilterra non siano dovuti al caso. Quello che troverà nel suo viaggio esplorativo ai confini dell’atmosfera sarà da lui documentato in un resoconto che sarà rinvenuto dal bracciante di una fattoria, accanto a una pipa e un paio di binocoli rotti.

“Quella dannata cosa” di Ambrose Bierce (1893)
In una stanza ci sono otto uomini e un morto sdraiato su un tavolo. È notte, e uno degli uomini è un medico legale che, alla luce di una candela, sta esaminando un manoscritto trovato tra gli effetti personali del defunto. Nella stanza entra un giovanotto di nome William Harker, ha ventisette anni e non solo conosce il defunto ma era proprio con lui al momento del decesso. Si trova lì per rilasciare una bizzarra testimonianza.

Con questo racconto iniziano le storie dell’antologia basate su creature invisibili che, come nel racconto di Bierce, commettono omicidi a cui è difficile credere. Sono mostri invisibili ma concreti, cioè osservabili con apparecchi scientifici particolari. Non assistiamo, quindi, in nessun racconto di questa raccolta, a creature soprannaturali ma a veri e propri animali ignorati dalla scienza.

“La caverna degli orrori” di S. P. Meek (1930)
Un agente segreto va a trovare il Dott. Bird nel suo laboratorio per una questione di massima riservatezza. A Mammoth Cave – una serie di grotte calcaree naturali nel Kentucky centrale – gira voce che ci siano dei mostri. E dato che pure la stampa comincia a interessarsi del caso, i federali hanno deciso di chiedere aiuto allo scienziato. Tutto è cominciato un mese prima, quando una famiglia è andata in escursione nelle grotte con una guida. Dopo che i due ragazzini della famiglia si sono allontanati dai genitori con la guida, di loro non se n’è più avuta traccia. In seguito all’incidente altri uomini hanno perlustrato le grotte subendo la stessa sorte degli scomparsi. Alla luce dei fatti il Dott. Bird si reca sul posto con un gruppo di soldati cercando di scoprire, con spirito scientifico, quali orrori della natura si nascondono nel buio di Mammoth Cave.

“Dall’oscurità degli abissi” di Morgan Robertson (1931)
Un bravo pittore ed eccellente fotografo è convinto che esistano creature invisibili nelle profondità marine. Quindi racconta di quella volta in cui è riuscito a osservarne una con uno stratagemma tecnico. Ventinove anni prima era ufficiale su una nave a duecento miglia da Giava, vicino all’isola Krakatoa, proprio ai tempi del grande terremoto che spazzò via l’isola e uccise decine di migliaia di persone. Sulla nave c’era anche un passeggero strambo, il classico scienziato tedesco con il tipico accento caricaturale, che aiutò il fotografo a risolvere un caso senza spiegazione apparente. La narrazione del fotografo inizia con la strana morte di un marinaio, che all'epoca venne succhiato come un limone da qualche cosa arrivata su una grande onda abbattutasi contro nave.

“Dall’altrove” di H. P. Lovecraft (1934)
Crawford Tillinghast si è spinto troppo oltre con i suoi studi. La ricerca lo ha logorato nel corpo e nello spirito, al punto da consegnargli una cera irriconoscibile rispetto a due mesi e mezzo prima, quando aveva dato il via alle sue ricerche fisiche e metafisiche. È dimagrito spaventosamente, ha la pelle cascante e gialliccia, gli occhi infossati e i capelli bianchi. Il suo studio febbrile nasce dalla convinzione che esistano mondi estranei e inaccessibili intorno a noi. Dopo una lunga ricerca, pensa di aver trovato un modo per infrangere le barriere: entro ventiquattro ore, una macchina da lui costruita agirà su organi di senso misconosciuti e aprirà una finestra sensoriale verso panorami ignoti.

Nessun commento:

Posta un commento

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...