mercoledì 31 agosto 2016

Segnale alieno? Il SETI non si sbilancia


«Senza una vera conferma sulla natura di questo segnale, possiamo solo dire che è qualcosa di “interessante”». Seth Shostak del SETI – istituto per la ricerca di segnali extraterrestri – ha commentato con una certa prudenza la notizia del presunto segnale alieno annunciato ieri dalle principali testate del mondo e dallo stesso sito dell’istituto. «Certo, tutto è possibile. Ma ci sono molte altre possibili spiegazioni in merito al segnale ricevuto, inclusa un’interferenza terrestre».

Il segnale proviene dal sistema solare HD 164595, a circa 94 anni-luce dalla Terra. È stato intercettato grazie al radiotelescopio RATAN-600, installato nella località di Zelenchukskaya, in Russia. Il segnale sarebbe stato discusso in una presentazione organizzata da astronomi russi, alla quale ha partecipato anche un ricercatore italiano, Claudio Maccone, membro dell’International Academy of Astronautics Permanent SETI Committee. Sarebbe stato proprio Maccone a inviare una email agli scienziati del SETI, nella quale descrive la presentazione e la parte di essa in cui si affronta la questione del segnale sospetto.



Dal punto di vista strettamente tecnico, ci sono due motivi per cui il segnale offre ben poche speranze che provenga da una civiltà extraterrestre. Il SETI ritiene che, in base alle caratteristiche del segnale ricevuto, se gli alieni lo avessero trasmesso a pioggia in tutte le direzioni avrebbero consumato

1020 watt di energia, vale a dire 100 miliardi di miliardi di watt, un valore centinaia di volte superiore a tutta l’energia che dal Sole arriva sulla Terra. Se invece la civiltà extraterrestre avesse esplicitamente mirato verso il nostro pianeta, l’energia richiesta sarebbe stata nettamente inferiore ma sarebbe comunque di circa un trilione (mille miliardi) di watt. Nel primo caso l’energia consumata andrebbe ben oltre le capacità umane, mentre nel secondo l’energia spesa per inviare il segnale coinciderebbe più o meno con il consumo di tutta l’umanità. Entrambi gi scenari sono poco probabili.

Anche se c’è poca speranza di aver ricevuto un messaggio alieno, dal 28 agosto l’Allen Telescope Array (ATA) è stato puntato in direzione del sistema solare HD 164595. Purtroppo lo strumento non ha rilevato nessun segnale ma la ricerca, dicono al SETI, non è ancora finita perché non è stata coperta l'intera banda di frequenze.

 
Mentre il telescopio ATA continua il suo lavoro, gli scienziati devono affrontare una questione che getta nel torbido l’intera vicenda. Un particolare degno di nota è il fatto che il segnale sarebbe stato osservato a maggio 2015, ma solo dopo 39 tentativi non riusciti. Inoltre, gli autori della scoperta avrebbero avvertito il SETI soltanto adesso, anche se in questi casi la prima cosa da fare è proprio quella di condividere le informazioni con altri scienziati di competenza come, appunto, quelli dell’istituto per la Ricerca di Segnali Extraterrestri. 


Flavio Alunni


Credit immagine: © 2013 - WILLIAM Attard McCarthy - McCarthy's PhotoWorks (All Rights Reserved)

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