venerdì 7 ottobre 2016

Getti di vapore su Europa


Sul satellite gioviano Europa ci potrebbero essere sbuffi di vapore acqueo provenienti dall’oceano nascosto sotto la superficie di ghiaccio. L’annuncio è arrivato durante una conferenza in diretta streaming della NASA.

La scoperta è stata possibile grazie ai dati forniti dal Telescopio Spaziale Hubble, con il quale gli astronomi della NASA hanno ottenuto immagini di dettaglio che sembrano mostrare sbuffi di vapore dalla superficie della luna. Inoltre, se i dati venissero confermati, le future missioni a caccia di vita sul satellite potrebbero essere più facili del previsto perché non sarebbe necessario raccogliere campioni in profondità.

Europa è ricoperto da uno strato di ghiaccio spesso diverse migliaia di chilometri, sotto il quale si nasconderebbe un oceano con un volume doppio rispetto all’acqua contenuta sulla Terra. La NASA ha sempre pensato che le future missioni alla ricerca di vita sul satellite dovrebbero perforare la crosta prima di prelevare un campione, ma la notizia delle “fontane” di vapore provenienti dall’oceano suggerisce che il lavoro potrebbe essere più facile del previsto.

Infatti i dati dell’Hubble incentivano le speranze di raccogliere un campione dell’oceano in superficie senza la necessità di  trapanare il ghiaccio.

«L’oceano di Europa è considerato dagli scienziati il luogo più promettente tra quelli che potrebbero ospitare la vita nel Sistema Solare», ha dichiarato Geoff Yoder, membro del NASA’s Science Mission Directorate a Washinghton. «E questi spruzzi, se esistono davvero, fornirebbero un altro modo per raccogliere il materiale presente sotto lo strato di ghiaccio», ha aggiunto.

Gli scienziati hanno stimato la lunghezza dei getti di vapore intorno ai 200 chilometri. E presumono che gli spruzzi portino con sé anche materiale solido che verrebbe schizzato in alto e precipiterebbe sulla superficie.

La scoperta delle fontane di vapore è opera di un gruppo di ricerca guidato da William Sparks dello Space Telescope Science Institute (STScI) di Baltimora. I ricercatori hanno focalizzato l’attenzione su alcune proiezioni mentre osservavano la superficie di Europa durante i suoi passaggi davanti a Giove.

Inizialmente Sparks e colleghi hanno voluto verificare se Europa possedesse o meno una propria atmosfera. Per saggiare la loro ipotesi hanno quindi usato un metodo standard, che viene normalmente applicato per individuare tracce atmosferiche su pianeti extrasolari in orbita attorno alle loro stelle. «L’atmosfera di un pianeta extrasolare blocca parte della luce che proviene dalla stella che sta dietro di esso» ha spiegato Sparks.

«Se ci fosse stato un sottile strato atmosferico intorno a Europa, avrebbe in questo caso bloccato una frazione della luce di Giove dietro al satellite. Noi stavamo appunto cercando segni di questo assorbimento della luce lungo il bordo di Europa mentre la luna transitava davanti al suo pianeta», ha detto. In questo caso Giove è stato usato come stella, ma invece dell’atmosfera di Europa ha mostrato la possibile presenza degli spruzzi di vapore.

Comunque, nessuno degli scienziati presenti alla conferenza si è sentito di confermare con assoluta certezza la presenza delle fontane di vapore. E tutti hanno concordato sul fatto che non sia possibile ottenere immagini vere e proprie di questi fenomeni. Ma ognuno ha garantito che il James Webb Telescope della NASA (in collaborazione con l’ESA), un enorme telescopio agli infrarossi che sarà lanciato nell’ottobre del 2018 con un Ariane 5 dalla Guiana Francese, sarà in grado di fornire probabilmente la prova dell’esistenza o meno degli spruzzi d’acqua. A quel punto si potrà progettare una missione che raccoglierà un campione su Europa e ci dirà se il satellite ospita o meno la vita.

Articolo pubblicato il 27 settembre su Fly Orbit News

Immagine: ricostruzione della NASA della vista dalla superficie di Europa: a destra Giove, a sinistra il Sole

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