venerdì 16 dicembre 2016

Cosa si nasconde in Hypnos numero 6

Della pubblicazione periodica Hypnos – Rivista di letteratura weird e fantastica si è già parlato su queste pagine. Ne parliamo sin da quando è uscito il primo numero nella primavera del 2013. Da allora abbiamo recensito tutti (ma proprio tutti) i volumi che sono stati pubblicati. Adesso, dinnanzi all’attuale numero 6 le parole si sprecano. Vediamo insieme cosa contiene.


Cosa si nasconde in Hypnos numero 6
La rivista si apre con un racconto di Thomas Ligotti intitolato “Les Fleuers”. È una storia bizzarra, ma non meno dello scrittore che l’ha inventata. Nel profilo d’autore firmato da Andrea Bonazzi emerge un Thomas Ligotti schivo e riservato, che evita da tempo le uscite in pubblico ed è soggetto a fobie, ansie e depressioni di ogni tipo.

La redazione di Hypnos si è premurata, come al solito, di presentare al pubblico italiano anche un autore del passato e pressoché sconosciuto ai non addetti ai lavori. Hoshi Shinichi (1926-1997) viene descritto nel profilo d’autore di Marcello Bertocchi come uno scrittore di fantascienza e fantastico giapponese. Maestro della narrativa breve, in Hypnos numero 6 si possono leggere quattro dei suoi racconti più corti. 

Spazio anche alla letteratura contemporanea italiana con il racconto vincitore dell’ultima edizione del Premio Hypnos. Si intitola “Nere colline del supplizio” e riporta la firma di Luigi Musolino. A Orlasco, piccolo paese italiano con meno di mille anime, è accaduto qualcosa di molto inquietante. Gli abitanti si sono svegliati una mattina scoprendo che il loro paese è stato completamente circondato, e isolato, da una cinta di colline d’un nero impenetrabile. Chiunque tenti di valicarle non torna più indietro.

La letteratura weird contemporanea fa di nuovo capolino con un racconto di Scott Nicolay intitolato “Vi piace guardare i mostri?”. Si tratta di una storia da incubo resa ancora più inquietante dal fatto che viene narrata da un bambino che, con l’ingenuità della sua età, non si rende pienamente conto di ciò che gli accade intorno. Anche Nicolay è profilato da Andrea Bonazzi.

L’ultimo autore di questo numero viene presentato dal curatore della rivista – e dell’omonima casa editrice – Andrea Vaccaro. Lo scrittore si chiama Herbert Russell Wakefield (1888-1964) ed è stato uno degli ultimi rappresentanti della ghost story classica. Non è raro trovare il suo nome citato insieme a due pietre miliari delle storie di fantasmi come Montague Rhodes James e Joseph Sheridan Le Fanu. Qui troviamo due suoi racconti: “La gola delle Churel” e “Il villino rosso”, pubblicati rispettivamente nel 1951 e nel 1928. Sono storie di fantasmi, appunto, e non c’è molto da aggiungere, se non che valgono la lettura.

La rubrica “Weird new world” è stata sostituita dalla “Weird Library” a firma di Laura Sestri.  La nuova rubrica occupa lo stesso ruolo della precedente, presentando, cioè, le pubblicazioni editoriali del genere weird e fantastico in lingua inglese. 

Con questo numero sei, infine, la rivista di Andrea Vaccaro si rinnova graficamente, ma senza rinunciare alle immancabili illustrazioni interne di Ivo Torello - anche autore della copertina - e Cristiano Sili, insieme a una illustrazione di Giuseppe Balestra. Le traduzioni sono di Andrea Bonazzi, Marcello Bertocchi e Laura SestriHypnos è frutto di un collaudato lavoro di squadra.

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