martedì 13 dicembre 2016

La repubblica del catch: il trionfo dei deboli

Loro sono i deboli. Falliscono in ogni cosa e conducono una vita miserabile, eppure amano la musica. Adorano ascoltare le melodie intonate da un pinguino muto che suona il piano nel negozio di pianoforti di Mario, piccolo ometto insignificante che vende strumenti musicali senza saperli usare. Il pianoforte suonato dal pinguino è magico, all’occorrenza utilizza la musica come combustibile per mettere il turbo e diventare una pianomobile. 


La repubblica del catch
Nicolas De Crécy
Edizioni Eris
Il gruppetto di mostri ha un comun denominatore: tutti i membri sono dei falliti oppure hanno caratteristiche degne del disprezzo e dell’isolamento da parte della società. Una di loro è la principessa fragile, composta da mille malattie. Poi c’è la parrucca, fatta dei capelli degli umani più miserabili. Infine abbiamo il ciclista fallito, le cui lunghe e sinuose braccia sono troppo molli per tenere un manubrio.

In generale, nella Repubblica del Catch, il luogo inventato dal fumettista francese Nicolas De Crécy, i deboli sono tutti coloro che non praticano il catch, la tecnica di lotta con la quale la famiglia mafiosa che detiene il potere si serve per comandare il territorio. I deboli non praticano il catch perché non vogliono farlo o semplicemente non hanno il fisico. Sono indifesi, non perché non sappiano difendersi, ma perché non sanno o non vogliono attaccare. In altre parole, nella Repubblica del Catch, debole è chi non usa la violenza, magari perché preferisce suonare il piano.

Eppure, in qualche modo, i mostri al seguito del povero piccolo Mario, parente rinnegato dalla sua cattivissima famiglia mafiosa, si ribellano e reagiscono ai soprusi della malavita. «La sua debolezza – dirà il ciclista fallito al signor Mario – è fuori dalla norma, come la nostra. Noi siamo l’incarnazione della debolezza. E proprio per questo siamo legati. Chi è debole sfrutta la forza dei suoi avversari. E ai suoi avversari non manca certo la forza... all’occorrenza, una forza distruttrice». 

Loro sono la debolezza, dirà ancora il ciclista dalle braccia molli a nome di tutti i mostri. E la debolezza rende sensibili. I deboli, i mostri, sono tristissimi, e l’unica cosa che può guarire le loro anime è la musica. Hanno bisogno della musica, della musica del pinguino muto. E per poterla ascoltare in pace sono disposti ad andare in guerra.

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