lunedì 9 gennaio 2017

IXPE, una nuova finestra sull'Universo


La NASA ha deciso di avviare la IXPE (Imaging X-ray Polarimetry Explorer), una missione che permetterà agli astronomi di esplorare, attraverso i raggi X, i dettagli di alcuni fra gli oggetti astronomici più potenti e misteriosi, come i buchi neri supermassicci, le stelle di neutroni e le pulsar. L’Italia parteciperà con alcuni strumenti. Il lancio ufficiale è previsto per il 2020.

I buchi neri possono riscaldare i gas circostanti fino a oltre un milione di gradi e i raggi X, emessi da questi gas surriscaldati, possono essere polarizzati, propagandosi cioè in una particolare direzione.

La IXPE prevede la messa in orbita di tre telescopi spaziali capaci di misurare la polarizzazione dei raggi X di natura cosmica, consentendo agli scienziati di rispondere ad alcune domande fondamentali su oggetti astronomici molto lontani da noi, a livello dei quali si raggiungono livelli estremi di campi gravitazionali, elettrici e magnetici. In altre parole, livelli estremi di energia.

La missione IXPE vedrà una cospicua partecipazione del nostro paese attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). «Sono molto contento che si stia concretizzando una missione pensata già molti anni fa da Enrico Costa dell’INAF con il contributo decisivo di Ronaldo Bellazzini dell’INFN, che permetterà finalmente di aprire una nuova finestra nell’astronomia dei raggi X», ha dichiarato al notiziario dell’INAF Paolo Soffitta, a capo del team che coordina le attività di IXPE per l’INAF.

Anche secondo Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica ai quartier generali della NASA a Washington, IXPE aprirà una nuova finestra sull’Universo. E gli scienziati possono solo immaginare cosa scopriranno guardando il Cosmo attraverso i raggi X.

A cosa servono missioni di questo tipo l’ha raccontato, in un’intervista per Fly Orbit News, l’astrofisica Donatella Cea, dottoranda esperta della missione Swift, che si prefigge l’obiettivo di studiare le emissioni cosmiche di raggi gamma.

«L’Universo è il laboratorio per eccellenza, il laboratorio fondamentale», ha spiegato la scienziata. «Lì avvengono eventi a livelli di energia che non sono riproducibili sulla Terra. Osservando questi eventi possiamo testare tutti i nostri modelli, possiamo capire meglio la fisica intorno a noi. Capire come l’Universo riesce a produrre certe energie può aiutare anche nella vita quotidiana, nel senso che si potrebbe capire come poter utilizzare determinati processi nella vita quotidiana ma, soprattutto, nello sviluppo tecnologico».

Via Fly Orbit News

Immagine: Pixabay

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