sabato 28 gennaio 2017

L'Homo sapiens arrivò in America circa 25.000 anni fa


I nostri antenati migrarono dall’Asia al Nord America attraverso la Beringia 10mila anni prima di quanto si pensasse.

Per capire meglio il valore della scoperta è necessario fare un riassunto di quanto avvenuto in precedenza. Durante l’ultima Era Glaciale, in particolare nel periodo che viene chiamato Ultimo Massimo Glaciale, si assistette alla massima espansione dei ghiacci e, grazie all’abbassamento del livello del mare, lo Stretto di Bering tra l'Asia e l'Alaska fu reso attraversabile da una regione emersa detta Beringia. Finora, anche grazie a un articolo pubblicato su Science nel 2014, si ipotizzava che i primi colonizzatori avessero attraversato lo Stretto di Bering 25mila anni fa e che avessero poi sostato in Beringia altri 10mila anni. Questa era l'unica spiegazione che conciliasse i dati genetici, secondo i quali i nativi americani si sono distinti come popolazione circa 25mila nni fa, con i dati archeologici, che datavano a 15mila anni fa il più antico insediamento umano ritrovato nel continente americano.

Ora, è arrivato il colpo di scena: una ricerca dell’Università di Montreal ha datato a 24mila anni fa alcuni reperti fossili canadesi dimostrando, quindi, l'esistenza di un'attività umana in Nord America molto più antica del previsto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista PLoS One e riporta la firma di tre scienziati: Ariane Burke e Lauriane Bourgeon dell’Università di Montreal, con il contributo di Thomas Higham dell’Università di Oxford.


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Immagine: Stretto di Bering. Credits: NASA

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