mercoledì 22 marzo 2017

I gladiatori cibernetici di MaXalla e Moreno Pavanello


Gladiator Kibernetes è il primo racconto di un progetto letterario in ebook chiamato Ucrònia. L'ucronìa, per chi non lo sapesse, è un mondo sviluppato in un contesto di storia alternativa, dove personalità e civiltà della storia si sviluppano in modo diverso da quello che ci hanno insegnato a scuola. Così, può capitare che i nazisti vincano la Seconda Guerra Mondiale o che, come in Gladiator Kibernetes, appunto, nel 1200 esista ancora l'Impero Romano d'Occidente, naturalmente diverso da come lo conosciamo, molto più sviluppato nella tecnica al punto da realizzare gladiatori cibernetici da far combattere nelle arene con i mongoli di Gengis Khan.

Il progetto Ucrònia si pone dunque l'obiettivo di regalare mondi diversi da quelli che conosciamo arricchendoli con trovate come i gladiatori cibernetici, soldati geneticamente modificati, navi-montagna, pietre viventi, città nel cielo e continenti ancora da scoprire. Il secondo capitolo si intitola Montagne spinte dal vento e narra le vicende di un popolo vichingo che, minacciato dall'Impero Romano del 1200, si rifugia in mare a bordo di mastodontiche navi grandi come montagne. Gli altri capitoli hanno come protagonista il popolo Maya dotato di astronavi (Pietra e sangue) e il popolo giapponese che ha colonizzato il cielo con vere e proprie città fluttuanti (Giardini oltre le nuvole). Tutti i capitoli si possono leggere separatamente ma si ambientano nello stesso mondo e nello stesso periodo ucronici, vale a dire in un 1200 alternativo. MaXalla scrive sempre un pezzo di approfondimento, mentre il cuore delle storie è affidato a Moreno Pavanello.

I racconti ucronici, o di storia alternativa che dir si voglia, sono assai delicati. Si reggono su un precario equilibrio tra conoscenze storiche e costruzione narrativa. Il lettore va guidato nella narrazione molto più che in altre circostanze perché potrebbe non conoscere le personalità o le civiltà della storia, ma anche e soprattutto perché ogni tentativo di riscrivere la Storia può indurre uno spaesamento. Per evitare questo rischio, cioè il rischio di perdere i lettori per strada, forse sarebbe meglio dare ai racconti un più ampio respiro, sia per approfondire meglio il mondo e i personaggi descritti, eliminando qualsiasi possibilità di incomprensione o di ambiguità, sia per dare il tempo a chi legge di metabolizzare una storia alternativa che, forse inconsciamente, può risultare inconcepibile. Questo spaesamento si percepisce un poco nella lettura di Gladiator Kibernetes, degno primo capitolo di un progetto interessante che meriterebbe qualche piccolo accorgimento per garantire il massimo coinvolgimento dei lettori e le lettrici che avranno la curiosità di leggere la piccola saga.

2 commenti:

  1. Grazie mille per la bella recensione!
    Mi permetto una piccola puntualizzazione per rispondere alle critiche, che comunque sono sempre bene accette sopratutto quando cosi ben motivate.
    L'ambientazione non è troppo approfondita apposta per non appesantire troppo i racconti, che comunque dovrebbero vertere più sull'"avventura" che sulla precisione della ricostruzione storica (alla quale comunque poniamo sempre la massima attenzione, ma riteniamo che sia giusto piegare un po' la realtà a favore della narrazione). Credo anche che questo primo racconto sia quello per il quale abbiamo fatto meno ricerca...
    Diciamo poi che apparteniamo a quella scuola di pensiero secondo la quale non bisogna dare "troppe" spiegazioni, concentrandosi sulla vicenda e lasciando al lettore non tanto l'onere di immaginarsi il resto, quanto piuttosto il piacere, o almeno speriamo che lo sia, di immergersi in un'ambientazione che dovrebbe essere percepita come "più grande" della vicenda raccontata. Questo nelle intenzioni, almeno... ;-)
    Man mano comunque nei racconti successivi sveliamo altri aspetti di questo mondo alternativo, che nel frattempo sta diventando piuttosto grande!
    Grazie ancora!
    Il Moro

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    1. Doverosa puntualizzazione. Onestamente me l'aspettavo, anzi ci speravo. Hai colto la palla al balzo.

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