giovedì 20 luglio 2017

La missione spaziale LISA Pathfinder è stata un successo

Missione compiuta per LISA Pathfinder

Martedì 18 luglio la sonda europea LISA Pathfinder è stata spenta definitivamente. I comandi di spegnimento sono stati inviati dalla Deep Space Antenna 2 (DSA 2) presso la stazione di Cebreros, in Spagna, alle 20:00 ora italiana. Le operazioni sono state dirette dallo European Space Operations Centre (ESOC) a Darmstadt, in Germania, con l’ausilio di esperti in trasmissioni via Terra.

Dopo 16 mesi di attività, la conclusione della missione LISA Pathfinder apre quindi la strada al futuro rivelatore spaziale di onde gravitazionali LISA (Laser Interferometer Space Antenna), il cui lancio è previsto non prima del 2030. Infatti LISA Pathfinder altro non era che un laboratorio spaziale finalizzato a testare la capacità di rilevare le onde gravitazionali con la futura missione LISA.

La sonda, lanciata nel dicembre del 2015 a bordo di un VEGA, aveva già lasciato il punto lagrangiano L1 a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra per entrare in orbita intorno al Sole dopo una lunga operazione iniziata ad aprile e durata alcuni mesi. Adesso il suo periodo di rotazione è di pochi giorni più breve rispetto a quello della Terra.

La missione è terminata ufficialmente il 30 giugno e lo spegnimento dei trasmettitori servirà a silenziare LISA Pathfinder in modo che non disturbi le missioni future.

Ian Harrison, manager delle operazioni presso l’ESOC a Darmstadt, si è dichiarato più che soddisfatto dei risultati. «Abbiamo affrontato molte sfide durante la missione – ha detto – ma grazie alla stretta collaborazione tra i gruppi di ricerca coinvolti, dall’Europa agli Stati Uniti, ogni obiettivo è stato raggiunto. I risultati hanno persino superato le attese».



LISA Pathfinder si è avvalsa anche del contributo della NASA e dell’apporto fondamentale dei singoli Stati europei, con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in prima linea.

All’Italia è stata affidata la leadership scientifica della missione, con il ruolo di principal investigator ricoperto da Stefano Vitale (leggi l'intervista), professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università di Trento e membro del Trento Institute for Fundamental Physics and Applications (TIFPA) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

Via Fly Orbit News

Immagine: ESA

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