mercoledì 12 luglio 2017

La scienza è perfettamente democratica (o quasi)



Si sente da più parti affermare che la scienza non è democratica. Non diciamo sciocchezze. La scienza è in assoluto la vera realizzazione della democrazia.


Chiariamo innanzitutto che cos'è la vera democrazia. Ci hanno insegnato che la democrazia è una crocetta sulla scheda elettorale, ma non è esattamente così. In una democrazia perfettamente realizzata ogni elettore partecipa attivamente al processo democratico, e ha i mezzi culturali e la volontà di informarsi pienamente su un argomento prima di mettere la croce su una scheda elettorale. Proprio perché in una democrazia funzionante ogni cittadino è ben informato e partecipa attivamente alle discussioni, non c’è spazio per gli inganni, le false promesse, la propaganda. Quando la comunità prende parte attiva alle discussioni e alle decisioni della politica, l’operato dei rappresentanti eletti viene abbastanza controllato.  

In una vera democrazia partecipata il punto cardine è la vittoria della verità sulla menzogna, che in una società significa dimostrare se qualcosa faccia il bene o il male delle persone. Ci vuole poco a capire se un politico, un partito o una legge facciano il bene o il male della comunità. O meglio, ci vuole poco a comprendere la differenza tra ciò che fa bene o male, ma ci vuole tanto studio, ragionamento e partecipazione per dimostrare se una scelta politica è sbagliata o meno. Purtroppo, in politica, spesso basta qualche trucco, un po’ di carisma e in generale la capacità di raggirare, ingannare, manipolare, per convincere la massa. Non di rado si pende dalle labbra di un leader carismatico che rappresenta un’autorità della quale fidarsi facilmente, senza fare le pulci a quello che dice.

Nella scienza (quella vera) non esiste l’autorità assoluta. Non esiste proprio il concetto di autorità. Chiunque deve dimostrare le proprie affermazioni alla comunità scientifica informata. Se un premio Nobel dice una scemenza, e la comunità scientifica dimostra a suon di calcoli ed esperimenti che quell’acclamato Nobel ha detto una fesseria, colui che ha esternato la menzogna viene messo con le spalle al muro. Nella scienza ogni cosa deve essere dimostrata, le chiacchiere stanno a zero. Possiamo cantarcela quanto ci pare, avere una bella voce e saper abbindolare gli ignoranti, ma se non dimostriamo alla comunità informata che abbiamo ragione da vendere, quello che affermiamo è aria fritta.

Nel libro 1984, George Orwell scrive che «La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente». La libertà è quindi la libertà di dire la verità. E la scienza è questo: la ricerca comune della verità. Certo, ci sono e ci saranno sempre le frodi scientifiche, ma sono tutte destinate a essere smascherate a colpi di logica e controdimostrazioni. Delegittimando la scienza – che va controllata, per carità, anche se il più delle volte si controlla da sola – rischiamo di delegittimare ciò che più si avvicina alla realizzazione della democrazia. Pensiamoci, ogni volta che mettiamo una croce sulla scheda elettorale.

Nessun commento:

Posta un commento

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...