venerdì 27 aprile 2018

PETasi, l'enzima semi-artificiale che degrada la plastica



In principio era il Giappone, il luogo dove gli scienziati hanno scoperto per la prima volta un microrganismo in grado di digerire le bottiglie di soda. Il batterio Ideonella sakaiensis dominava il proprio habitat nel suolo di un impianto per il riciclaggio della plastica. La sua scoperta risale a poco più di due anni fa, ma adesso i ricercatori hanno fatto qualcosa in più: in via del tutto fortuita hanno potenziato l’enzima responsabile della digestione della plastica, rendendolo più efficiente, e adesso ritengono che ci siano ulteriori margini di miglioramento.

Dunque alla luce degli ultimi fatti, lo sforzo per aggredire su larga scala il crescente problema dei rifiuti di plastica, che si ammassano giorno dopo giorno sia sulla terraferma che negli oceani, è ancora all’inizio ma i segnali sono assai promettenti.

L’attuale scoperta, pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, è stata praticamente casuale. Mentre i ricercatori esaminavano le funzioni della proteina anti-plastica, hanno creato accidentalmente una forma potenziata della stessa proteina. «La fortuna gioca un ruolo spesso fondamentale nella ricerca scientifica, e la nostra scoperta non fa eccezione», ha dichiarato uno degli autori dello studio, il biologo strutturale John McGreehan della University of Portsmouth, nel Regno Unito. «Questo risultato inatteso suggerisce che esiste un modo per potenziare ulteriormente questi enzimi, e ci fa avvicinare alla soluzione per riciclare la sempre crescente montagna di plastica gettata nell’ambiente».

Via BioPills

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