Visualizzazione post con etichetta Fredric Brown. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fredric Brown. Mostra tutti i post

venerdì 21 luglio 2017

Urania Millemondi 78: Progetto Giove. Tre romanzi di Fredric Brown

Non è troppo tardi per segnalare l'uscita in edicola del libro più maturo di Fredric Brown: Progetto Giove. Il romanzo fa parte di un tris di romanzi completi dell'autore raggruppati in un unico volume argentato, l'Urania Millemondi numero 78. Al suo interno anche un altro romanzo di fantascienza, Gli strani suicidi di Bartlesville, e un giallo dal titolo Uno strano cliente. L'ultimo romanzo è un giallo tendente al bizzarro, in perfetto stile Fredric Brown, l'autore più venduto da Urania insieme ad Arthur C. Clarke. Per accaparrarsi il volume c'è tempo fino alla fine di luglio. In alternativa la Mondadori mette a disposizione l'ebook a tempo indeterminato sugli store online.


PROGETTO GIOVE

Il romanzo di Fredric Brown (1906-1972) dal titolo Progetto Giove vide la luce nel 1953 ed è la storia di Max Andrews, un tecnico dei razzi che all'età di cinquantasette anni sogna di vedere l'uomo su Giove dopo il già effettuato sbarco sulla Luna. Max Andrews è un ex astronauta che ha dovuto interrompere la sua carriera a causa di un grave infortunio. Sogna le stelle ed ha la volontà e la determinazione per far compiere alla specie umana un piccolo passo verso di esse, e quel piccolo passo si chiama Giove. Max si muoverà sia dal punto di vista politico che tecnico per raggiungere il suo obiettivo. Il primo passo del suo piano è quello di far approvare il progetto al governo americano, e il secondo passo prevede che sia lui stesso a guidare il progetto. Max è un uomo che non crede nelle barriere (fisiche o concettuali), un uomo a cui la relatività «fa arrabbiare perché cerca di porre dei limiti» alla velocità dei razzi spaziali. 

Progetto Giove è la storia di una nuova era spaziale alle porte, in cui l'umanità, spinta dal bisogno di rivalsa dell'ex astronauta Max Andrews, torna a esplorare lo spazio dopo un lungo periodo di sonnolenza.

GLI STRANI SUICIDI DI BARTLESVILLE

In una piccola cittadina americana si susseguono alcuni suicidi ravvicinati e apparentemente inspiegabili. La polizia tende ad archiviare subito il caso, ma la provvidenza ha voluto che un cane si suicidasse lanciandosi sotto la macchina di uno scienziato capitato lì per passare le vacanze. Lo spirito di ricerca di quell'uomo lo spingerà a indagare sulla misteriosa serie di suicidi. 

Una curiosità del romanzo è che la causa dei suicidi misteriosi viene svelata sin dalle prime pagine. Il lettore sa, mentre i personaggi sono all'oscuro di tutto. Anche per questo motivo, ma non solo, viene fuori una storia tutto sommato divertente, anche se Gli strani suicidi di Bartlesville non è certo l'opera più simpatica dell'autore.

venerdì 10 giugno 2016

Ebook Urania: i più venduti sono Clarke e Brown


La classifica degli ebook più venduti nella collana Urania e consorelle, cioè Urania Collezione, Urania Horror, Millemondi e Jumbo, è guidata dai libri di Arthur C. Clarke e Fredric Brown. Lo ha annunciato Franco Forte - editor dei Gialli Mondadori, Segretissimo e, appunto, Urania - dal suo profilo Facebook.

«Interessante vedere - ha scritto Forte - come un italiano, il prode Dario Tonani, con il suo Cronache di Mondo9 sia stabilmente in classifica davanti a mostri sacri come Sheckley, Simak, Jeter, McDonald. E poi non si dica che la SF italiana non vende! Padroni assoluti della classifica sono Clarke e Brown. Dato interessante da considerare: le antologie, al pubblico della fantascienza, piacciono».


Di seguito la classifica delle migliori vendite ebook:

1) INCONTRO CON RAMA - CLARKE ARTHUR C.
2) LE FONTANE DEL PARADISO - CLARKE ARTHUR C.
3) COSMOLINEA B-1 - BROWN FREDRIC
4) L'ULTIMO TEOREMA - CLARKE - POHL
5) COSMOLINEA B-2 - BROWN FREDRIC
6) NEL SEGNO DI TITANO - VARLEY JOHN
7) POLVERE DI LUNA - CLARKE ARTHUR C.
8) IL VAGABONDO DELLO SPAZIO - BROWN FREDRIC
9) LE STELLE DEI GIGANTI - HOGAN JAMES P.
10) UOMINI IN ROSSO - SCALZI JOHN
11) NOVE INFRAMONDI - AA.VV.
12) LA MACCHINA DELLA REALTÀ - GIBSON - STERLING
13) REDEMPTION ARK - REYNOLDS ALASTAIR
14) CRONACHE DI MONDO9 - TONANI DARIO
15) AAA ASSO - SHECKLEY ROBERT
16) I VISITATORI - SIMAK CLIFFORD D.
17) ANONIMA ALDILÀ - SHECKLEY ROBERT
18) IL FIUME DEGLI DEI - MCDONALD IAN
19) LE MACCHINE INFERNALI - JETER K. W.
20) PIANETA STREGATO - AA. VV.

mercoledì 4 novembre 2015

Fredric Brown: La statua che urla

La statua che urla (The Screaming Mimi, 1949) è un romanzo giallo particolarmente vicino all’Italia. Mentre Federico Fellini non riuscì a compiere in vita l’agognata trasposizione cinematografica di Assurdo universo, Dario Argento si ispirò a La statua che urla di Fredric Brown quando nel 1970 realizzò la sua acclamata opera prima, L’uccello dalle piume di cristallo. 

Va bene Fellini, ma cosa c’entra Dario Argento con Fredric Brown? Niente, assolutamente niente. Il maestro dell’orrore italiano trasse dal romanzo dello scrittore americano solamente la meccanica del delitto, cambiando la storia quasi per intero. Per farsi un’idea della netta differenza tra lo stile del libro e quello del film basta leggere la trama di The Screaming Mimi.


 Il romanzo inizia così: «Non si può mai dire che cosa farà un irlandese ubriaco». Sweeney è un ubriacone che nel tempo libero va nel parco a fare quattro chiacchiere con il suo vecchio e saggio amico, un barbone di nome Diomede a cui Sweeney piace dare l’abbreviazione Dio. «Procedendo in questo modo» continua l'incipit, «arriverete all’ipotesi meno probabile di tutte: che quell’irlandese prenda una decisione e la mantenga». 

Passeggiando lungo le strade di Chicago, Sweeney si imbatte in una folla riunita all’ingresso di un edificio. Al di là della porta a vetro vede una donna distesa, ferita da un tentativo di omicidio, ed è subito amore. L'ubriacone irlandese prende allora una decisione solenne: costi quel che costi, trascorrerà una notte con lei. Nei giorni successivi si dedicherà alla ricerca della donna immischiandosi negli affari degli investigatori e mettendosi, di conseguenza, sulle tracce dello sfortunato assassino.

martedì 29 settembre 2015

Fredric Brown: Il visitatore che non c'era

Sono trascorsi più di quarant’anni dalla morte di Fredric Brown e possiamo affermare con certezza che Il visitatore che non c’era (Night of the jabberwock, 1950) corrisponde a una delle sue opere migliori. Non eguaglia i livelli di alto intrattenimento dei suoi romanzi di fantascienza ma è di sicuro un punto di riferimento per conoscere la versione giallo-poliziesca dell’autore. Uscito come numero 17 della ben curata collana “I bassotti” (Polillo Editore) il libro regala momenti di intenso piacere letterario a tutti gli amanti del bizzarro.

Fredric Brown non riusciva proprio a tenere a freno la sua stessa passione per l’assurdo, tanto da portarsela dietro anche nello scrivere i romanzi gialli che, come già detto nella recensione di Cinque giorni d’incubo, rappresentarono la sua principale attività narrativa. Grande estimatore di Lewis Carroll, a quanto pare, nel libro di cui stiamo parlando ha inserito pesantissimi riferimenti al capolavoro dello scrittore e matematico britannico. Oltre ad aprire ogni capitolo con un estratto di Alice nel paese delle meraviglie e Alice attraverso lo specchio, l’intero romanzo è incentrato su un paradosso che vede riportare sul piano reale i contenuti del famoso libro di fantasia.

Protagonista dell’assurda vicenda è una sorta di Alter Ego di Fredric Brown: il giornalista Doc Stoeger, appassionato di Lewis Carroll e direttore di un misero settimanale di provincia. Misero perché nella cittadina interessata non succede assolutamente nulla di interessante. Nemmeno, che ne so, un omicidio ogni tanto. Quello che sta per accadere all'annoiato direttore, in un comunissimo giovedì come ce ne sono molti, sembra essere frutto della sua stessa immaginazione per via delle movimentazioni che scatenerà di lì a poco.

Un tale si presenta a casa di Doc Stoeger dicendo di chiamarsi Yehudi Smith e affermando di appartenere ad un’associazione di ammiratori di Lewis Carroll. A breve si svolgerà una riunione di gruppo che riunirà molti fanatici dello scrittore. Al misterioso tipetto farebbe molto piacere se partecipasse anche Stoeger. «Dottore» gli dice quel tipo assai strano, «le è mai venuto il sospetto che le fantasie di Lewis Carroll non fossero affatto fantasie?». Mica male, come inizio, per un romanzo giallo. 


lunedì 14 settembre 2015

Fredric Brown: Cinque giorni d'incubo

Fredric Brown ha scritto soprattutto romanzi gialli anche se molti lettori di questo blog conosceranno principalmente il suo lato fantascientifico. Dopo aver recensito tutto il possibile sulla fantascienza dello scrittore americano è arrivato il momento di affrontare il resto del repertorio. Il suo Cinque giorni d’incubo (The Five-Day Nightmare, 1962) è stato ristampato abbastanza di recente nei “Classici del Giallo” Mondadori in data 2 febbraio 2012. Non è tra le sue opere migliori, anzi, si direbbe piuttosto che rientri nelle peggiori in assoluto. Tuttavia si tratta di un’opera di estremo interesse per l’approfondimento dell’autore.

Il consulente finanziario Loyd Johnson rientra in casa e non trova sua moglie. Il fatto non è insolito visto che i due coniugi si trovano nel mezzo della loro peggiore lite matrimoniale. Quello che fa sbiancare il signor Johnson è invece il foglio che spicca dalla sua macchina da scrivere. Le parole dattilografate sulla carta sono poche ma drammatiche: il rapitore gli dà cinque giorni di tempo per trovare e consegnargli venticinquemila dollari di banconote non superiori ai cento dollari. Siamo negli anni Sessanta e venticinquemila “bigliettoni” valgono quanto può valere oggi un appartamento. Il pover’uomo si rassegna dunque a mandare all’aria tutto il suo patrimonio pur di salvare la consorte. Da parte del rapitore gli è assolutamente vietato qualsiasi contatto telefonico col mondo esterno. Lo controlla in ogni mossa, dice. Un passo falso, e la moglie muore.

Senza affrontare il discorso dell’assurdo nella narrativa extrafantascientifica di Brown, che sarà trattato meglio quando si parlerà di altre due opere ben più interessanti come La statua che urla  e Il visitatore che non c’era, rimaniamo su Cinque giorni d’incubo  e vediamo cosa funziona e cosa no. Risalta subito all’occhio, per chi avesse letto tutta la storia, che il romanzo sarebbe stato un’altra cosa se fosse durato dieci volte di meno. Oltre l’angoscia e l’affanno del povero Loyd Johnson che a lungo andare trasformano il personaggio in un’entità umoristica – elemento chiave nei gialli dell’autore – non c’è nient’altro. A parte l’inizio scioccante e il finale beffardo, le decine di pagine che compongono la vicenda appaiono come un riempitivo. In altre opere «in giallo» di Fredric Brown è possibile notare una struttura narrativa molto simile ma potenziata in ogni suo aspetto. 



domenica 21 giugno 2015

I Cosmolinea di Fredric Brown

Cosmolinea B è il nome della raccolta completa, suddivisa in due volumi, di tutti i 112 racconti di Fredric Brown (1906-1972) presentati da Urania in anteprima mondiale tra il 1982 (Cosmolinea B-1) e il 1983 (Cosmolinea B-2).
Dopo quella storica pubblicazione non si è più vista l’ombra di una ristampa e l’incolmabile vuoto letterario si è dilungato per trenta lunghissimi anni finché, nel 2013, l’antologia ha ritrovato la luce negli Urania Millemondi nn. 62 e 63. Tanto erano cercati i due volumi che, nel mercato dell’usato, quelle prime ed ultime edizioni illustrate in copertina da Karel Thole venivano vendute a prezzi da capogiro.


Cosmolinea B-1  contiene i racconti pubblicati tra il 1941 e il 1950, vale a dire la maggior parte dei racconti lunghi scritti da Fredric Brown, noto soprattutto per la sua eccellente bravura nella narrativa breve. Al contrario di quanto si ritiene comunemente, i racconti lunghi di Fredric Brown sono molto ben costruiti. Si citi fra i tanti, troppi per elencarli tutti, “L’Angelico Lombrico” del lontano 1943.
Cosmolinea B-2 ha invece una dimensione assai ridotta rispetto al primo volume eppure comprende ben 78 racconti contro i 34 del libro precedente. E’ in questa fase della sua vita che lo scrittore americano sviluppa il suo talento per la narrativa breve, anzi brevissima visto che moltissime storie non superano le due o tre pagine di lunghezza.


Cosmolinea B-2 ospita senz’altro il Brown più maturo, ed è caratterizzato da un’alta concentrazione di piccoli capolavori, basti pensare a “Sentinella” o “Margherite” o “La Risposta”, lampi di lettura ma anche lampi di genio, destinati a conquistare le generazioni future chissà per quanto altro tempo ancora.
Una serie non indifferente di racconti è stata scritta a quattro mani con Mack Reynolds, e chi conosce questo autore sa benissimo che era egli un altro maestro della narrativa breve ed umoristica. Perché sì, lo stesso Fredric Brown rende evidente nei suoi innumerevoli racconti l’impronta umoristica, ironica, e non di rado cinica, della sua macchina da scrivere.
Cosmolinea B è conosciuta come l’antologia fantascientifica di Fredric Brown, ed è pur vero che la maggior parte dei suoi racconti appartengono alla fantascienza, ma non tutti. Un numero esiguo e tuttavia non trascurabile di storie rientra nel fantastico al di fuori della science fiction, e ruota spesso attorno all’idea di solipsismo, quello strano concetto secondo il quale alcune persone fuori di testa ritengono che tutto ciò che li circonda esiste perché sono loro ad immaginarlo.


La cosa buffa, che rischia veramente di far perdere il lume dell’intelletto, è che nei racconti di Fredric Brown i matti hanno spesso ragione. I matti sono coloro che credono nell’immenso potere dell’immaginazione, sono quelli che nell’incaponirsi a credere nell’impossibile, o meglio nelle infinite realtà possibili, non finiscono mai preda dell’insolito o dell’inspiegabile, perché sanno che dove inizia l’inspiegabile comincia una realtà alternativa, un nuovo modo di vedere la realtà preesistente.
L’innegabile ruolo di pilastro che le opere di Fredric Brown svolgono nella fantascienza classica insieme alle opere di altri autori suoi contemporanei non lo esenta da qualche critica. Mentre i suoi romanzi di sf fanno tutti centro, le sueshort story lasciano a volte a desiderare. Questo perché il maestro dell’assurdo era pur sempre un essere umano e doveva sottostare, come tutti gli esseri umani come lui, alle leggi della statistica: i romanzi di fantascienza che ha scritto sono solo cinque, i racconti centododici. 
Cosa aspettarsi dunque da questa lettura tanto attesa quanto rinomata? Innanzitutto un mucchio di divertimento. In secondo luogo, uno slegamento dalle leggi fittizie di una realtà che non esiste, salvo poi riprendere le nostre vite con un senso di leggerezza psico-fisica che sembra di poter andare sulla luna spiccando un balzo. Terzo, una valanga di fantascienza pura e cristallina. 


giovedì 24 luglio 2014

Periodo di grandi ristampe per Fredric Brown

I pochi romanzi brevi scritti e pubblicati in Italia dal signor Brown si contano sulle dita di una mano e, tra questi, Assurdo universo Progetto Giove sono i suoi cavalli di battaglia. Si va da Gli strani suicidi di Bartlesville (altro bellissimo libro con un'insolita impostazione), a Marziani, andate a casa! (esilarante come non mai) a Il vagabondo dello spazio. Ai romanzi vanno aggiunti i due imperdibili volumi che raccolgono tutti i racconti dell'autore, vale a dire Cosmolinea B-1 Cosmolinea B-2
Per quanto riguarda la fantascienza di Fredric Brown (1906-1972) siamo in periodo di grandi ristampe, e mancano all'appello esclusivamente Gli strani suicidi di Bartlesville e lo stesso Progetto Giove. Brown era anche un ottimo scrittore di gialli e a tal proposito è ancora reperibile una delle sue opere migliori: Il visitatore che non c'era.
Segue un elenco dettagliato.

Dal 2012, per la casa editrice Delos Books, è disponibile Marziani, andate a casa!.
TRAMA I marziani invadono la Terra. E fin qui sembra la solita storiella alla Mars attack. Il loro scopo, però, non è quello di sottometterci e sono del tutto disarmati. Ogni tentativo di instaurare con loro rapporti di amicizia risulterà vano perché in realtà sono venuti sul nostro pianeta per darci fastidio. Ebbene sì. Urlano mentre parliamo al telefono, ci deconcentrano mentre studiamo, ci coprono la visuale mentre guardiamo la tv, ci provocano di continuo cercando di litigare... A causa del loro umorismo infantile l'intero pianeta sarà portato sull'orlo di una crisi di nervi. 
COMMENTO In poco meno di duecento pagine succede di tutto e di più, dall'inizio in cui i marziani spuntano nelle abitazioni come funghi fino al finale sorprendente. Ricercatissimo nelle bancarelle e nelle librerie dell'usato, torna finalmente in ristampa dopo sessant'anni dalla pubblicazione negli Stati Uniti. Ideale da leggere in treno, lo spasso è assicurato. 

Da quest'anno, per Meridiano Zero, è tornato in libreria Assurdo universo, il suo romanzo più acclamato.
TRAMA Keith, il protagonista di questa storia bizzarra, è, neanche a dirlo, uno scrittore di fantascienza. Sfortuna vuole che il malcapitato venga colpito da un razzo spaziale in caduta. Dopo l'impatto, lui è l'unico sopravvissuto fra le persone che erano presenti nella struttura colpita dal razzo. Ma a pochi passi da lì iniziano ad avvenire cose strane, una serie di fatti assurdi che saranno spiegati solo alla fine del libro. I guai iniziano quando Keith entra in un negozio e, tirata fuori una moneta da mezzo dollaro, viene accusato di essere una "spia arturana" cosicché da quel momento diventerà un ricercato e sarà costretto a scappare da qualcosa di assolutamente incomprensibile. Il tutto si svolge in un'atmosfera ampiamente fantascientifica e in aggiunta la storia è impostata come un libro giallo, con una serie di fatti inspiegabili e un mistero da risolvere. Il protagonista si improvviserà detective di se stesso e farà di tutto, tra una fuga e l'altra dai folli agenti interplanetari che gli danno la caccia, per capire cosa diavolo abbia cambiato il suo mondo e con esso la sua vita.
COMMENTO Non è un romanzo sociologico, né speculativo, né carico emotivamente: è invece leggero e senza pretese di alta letteratura, ma lo stile è impeccabile. Pochi romanzi riescono ad attrarre così magneticamente sin dalla prima pagina, intossicando fino al midollo con alte dosi di fantasia, mistero, meraviglia e tanto, tanto divertimento. L'intera opera è una pietra miliare della letteratura surrealista e dell'assurdo.


Ad aprile 2014 è uscito in edicola Il vagabondo dello spazio, attualmente è acquistabile in formato ebook su Amazon.
TRAMA "Abbandonato su un asteroide, condannato a morire, salvato dalla più "vagabonda" entità della galassia: è Crag il ribelle, primo e più famoso dei duri della fantascienza. Ma fino a oggi la sua odissea tra la Terra, Marte e la fascia degli asteroidi si era potuta leggere soltanto in un'edizione cui mancavano: a) i pungenti riferimenti satirici alla società del terzo millennio; b) una celebre, censuratissima "pubblicità necrofila"; c) una delle più ammiccanti scene di voyeurismo del turismo interplanetario (al Luxor di Marte), per non parlare di altri particolari ritenuti, ai tempi, troppo "forti" per il lettore italiano. Il tutto è stato ovviato in questa nuova traduzione, la prima integrale dal 1958."
COMMENTO Letto un paio di anni fa sui Classici Urania, non è il libro migliore di Fredric Brown ma è comunque molto spassoso.



Nel 2013 sono usciti in edicola i due volumi che includono tutti i racconti dell'autore, Cosmolinea B-1 e Cosmolinea B-2, due opere fondamentali che mancavano alla ristampa dal biennio 1982-1983 e che avevano raggiunto un prezzo esorbitante nel mercato dell'usato. Attualmente sono disponibili in formato ebook sia su Ibs che su Amazon. Due pietre miliari della narrativa breve.

Per quanto riguarda i gialli, purtroppo non è più disponibile La statua che urla ma in compenso si può ancora acquistare Il visitatore che non c'era, ristampato dal 2003 nella collana "I bassotti" della casa editrice Polillo.
TRAMA "Doc Stoeger ama gli scacchi, la bottiglia, i libri di Lewis Carroll e il suo mestiere di giornalista. E qui sta il suo cruccio: dirige ilCarmel City Clarion, un settimanale di una cittadina di provincia nella quale non succede mai nulla. Come ogni giovedì sera, si appresta sconsolato a chiudere il giornale senza alcuna notizia degna di questo nome da pubblicare. Non resta che farsi un bicchierino da Smiley's e fantasticare su una bella storia da sbattere in prima pagina. Ma quando, poco dopo, rincasa un po' sbronzo, la serata comincia a movimentarsi. Doc riceve la visita di un uomo che dice di chiamarsi Yehudi Smith, si proclama membro di un'associazione di ammiratori di Lewis Carroll e lo invita a partecipare a una riunione del gruppo. Questo è solo l'inizio della sua incredibile notte. Prima che faccia giorno, verrà commesso più di un delitto e Doc sarà vittima di una serie di curiosi avvenimenti che paiono usciti proprio dalle pagine di Alice nel Paese delle Meraviglie. Dapprima tutto sembra appartenere al regno della fantasia, ma poi, se si applica la logica…"



Come accennato all'inizio, tra le opere fantascientifiche di Fredric Brown mancano all'appello solo Progetto Giove e Gli strani suicidi di Bartlesville. Diciamo che non possiamo lamentarci.

Flavio Alunni

mercoledì 2 luglio 2014

Fredric Brown: "Progetto Giove" e ultime pubblicazioni

Il romanzo di Fredric Brown (1906-1972) dal titolo Progetto Giove vide la luce nel 1953 ed è la storia di Max Andrews, un tecnico dei razzi che all'età di cinquantasette anni sogna di vedere l'uomo su Giove dopo il già effettuato sbarco sulla Luna. Max Andrews è un ex astronauta che ha dovuto interrompere la sua carriera a causa di un grave infortunio. Sogna le stelle ed ha la volontà e la determinazione per far compiere alla specie umana un piccolo passo verso di esse, e quel piccolo passo si chiama Giove. Max si muoverà sia dal punto di vista politico che tecnico per raggiungere il suo obiettivo, il suo primo passo dovrà essere quello di far approvare il progetto al governo americano, il secondo passo dovrà consistere nel guidare il progetto stesso. Max, infine, è un uomo che non crede nelle barriere (fisiche o concettuali), un uomo a cui la relatività «fa arrabbiare perché cerca di porre dei limiti» alla velocità dei razzi spaziali. 

Il romanzo è narrato in prima persona e sarà lo stesso tecnico dei razzi a dire che «in alto, molto più in alto» brillano «le luci del cielo che sono stelle. Dicono che non le raggiungeremo mai perché sono troppo lontane: è una bugia. Ci andremo. E se i razzi non basteranno, qualcosa salterà fuori». Stiamo ancora aspettando quel qualcosa, che prima o poi dovrà saltare fuori perché, come disse il vecchio Herbert George Wells: «Il futuro dell'uomo sarà tutto l'universo, o nulla».

Nel futuro 1997 di Fredric Brown l'uomo è riuscito ad andare persino su Marte e su Venere, in quelli che Max Andrews definisce i «gloriosi anni sessanta»: una mezza profezia da parte dell'autore, visto che proprio negli anni sessanta l'umanità ha messo piede sulla Luna. Dopo gli sbarchi su Marte e su Venere, però, nel futuro qui immaginato, all'uomo è mancato il coraggio, e con esso la voglia di sognare le stelle. Un'altra profezia, questa, ben più vicina a quella che è ormai la cruda realtà visto che dopo l'allunaggio del 1969 l'uomo non ha più messo piede su nessun altro suolo extraterrestre, neanche su Marte (rover a parte) o su Venere, né è previsto alcuno sbarco nel breve o medio periodo.

Progetto Giove riflette lo sfrenato ottimismo aerospaziale degli anni cinquanta, ben rappresentato dalla fantascienza di quel decennio ma che, in questo romanzo in particolare, viene mostrato nella sua essenza. Mentre, infatti, molte delle space opera di cinquant'anni fa resteranno ineluttabilmente ancorate all'epoca della loro pubblicazione, il libro di Fredric Brown si mantiene in tutta la sua freschezza persino in questo iniziale Terzo Millennio. Mentre oggigiorno la narrativa potrà esprimere diversamente il desiderio di raggiungere le stelle con space opera concepite più o meno diversamente e più o meno scientificamente, il sogno aerospaziale risiede ancora dentro molti di noi tale e quale a sessant'anni fa e non può che essere rappresentato dalla figura di Max Andrews, uomo a cui brillano gli occhi ogni volta che alza lo sguardo verso il cielo stellato, un uomo assetato di meraviglie e di miracoli come un ragazzino. Perché, sebbene abbia cinquantasette anni, i suoi occhi sono quelli vivaci di un fanciullo. Il piccolo Max non ha mai smesso di sognare.

Al sogno aerospaziale di Max si contrappone quello mistico di M'bassi, suo caro amico, con il quale il tecnico dei razzi si ritrova a compiere dialoghi surreali. Secondo M'bassi esiste una forma di propulsione interstellare nascosta nella mente. Mentre per Max la chiave della conquista dello spazio è la ricerca scientifica, per M'bassi lo è invece quella spirituale e a tal proposito pratica da anni varie forme di meditazione (spesso e volentieri coadiuvata dall'uso di droghe). Viene così introdotto nel romanzo un elemento anti-scientifico, una cosa non molto frequente nella science fiction. Come spesso accade nei romanzi di Fredric Brown, anche il protagonista di Progetto Giove è un lettore di libri di fantascienza e l'autore sfrutta questa qualità per ricordare che l'eroe marziano John Carter di Marte, protagonista della famosa saga di Edgar Rice Burroughs, si ritrova sul pianeta Marte dopo averlo fissato nel cielo desiderandolo intensamente. Secondo M'bassi, in maniera ben più complessa, ci sarebbe la possibilità di compiere lunghi viaggi interplanetari così come fece John Carter. Perché «L'uomo è un grumo di materia in cui è imprigionata una mente. Ma se il corpo può trasportare le mente», chissà che non possa «avvenire il contrario, e il corpo essere trasportato alla velocità del pensiero».

La varietà e la ricchezza di contenuti differenziano Progetto Giove dalle altre opere fantascientifiche dell'autore. Nel romanzo qui presentato Brown si prende molto sul serio, emozionando piuttosto che divertire, al contrario delle altre quattro opere dello scrittore americano, romanzi quasi tutti geniali che, però, hanno lo scopo di divertire senza prendersi sul serio, lasciando ben poco spazio ai sentimenti. Dopo aver letto Progetto Giove si ha come l'impressione che questa sia l'unica opera dell'autore scritta "a caldo", con sentimento, e addirittura con dolore. O forse è l'unica opera che esprime esplicitamente le emozioni che si celano dietro a tutti i suoi piccoli romanzi e che si nascondono negli innumerevoli lettori che hanno elevato Fredric Brown al rango di maestro della fantascienza.

I temi trattati in Progetto Giove sono i temi fondamentali del'umanità. Tra questi la curiosità (intesa come qualità tipicamente umana) e l'inventiva, caratteristiche che permetteranno all'uomo di «raggiungere le stelle in questo millennio». Dov'era, invece, l'umanità all'inizio del millennio precedente? Si chiede Max. «A combattere assurde crociate con archi e frecce. Tuttavia, prima che il millennio fosse terminato aveva lasciato la Terra e si era spinta sui pianeti vicini. Dove sarà l'uomo fra altri mille anni?». La religione e l'esistenzialismo fanno anch'essi la loro parte nella storia qui presentata, soprattutto attraverso i dialoghi con M'bassi, come già accennato. L'amore tra Max e la sua prediletta, dal notevole impatto emotivo, finisce col rendere l'opera più che completa.


I pochi romanzi brevi scritti e pubblicati in Italia dal signor Brown si contano sulle dita di una mano e, tra questi, Assurdo universo (recentemente tornato in libreria!) Progetto Giove sono i suoi cavalli di battaglia. Si va da Gli strani suicidi di Bartlesville (altro bellissimo libro con un'insolita impostazione), a Marziani andate a casa (esilarante come non mai e recentemente ristampato dalla Delos!) a Il vagabondo dello spazio (l'opera meno riuscita, ma comunque piacevolissima, pubblicata recentemente in Urania Collezione!). Ai romanzi vanno aggiunti i due imperdibili volumi che raccolgono tutti i racconti dell'autore, vale a dire Cosmolinea B-1 Cosmolinea B-2 (usciti da qualche mese con Urania Millemondi!). Per quanto riguarda la fantascienza di Fredric Brown siamo in periodo di grandi ristampe, e mancano all'appello esclusivamente Gli strani suicidi di Bartlesville e lo stesso Progetto Giove.

Buona parte dei romanzi appena citati sono accomunati, come già accennato, dalla presenza di scrittori di fantascienza (o appassionati della stessa) tra i protagonisti. Cosa volesse dire il "maestro dell'assurdo" inserendo queste persone nei ruoli principali, si può provare ad immaginarlo. Probabilmente l'autore voleva intendere che nessuno, meglio di chi legge o scrive fantascienza, entrambi abituati a leggere e scrivere cose che "voi umani non potreste immaginare", può affrontare e risolvere situazioni paradossali che porterebbero un uomo saldamente attaccato alla realtà verso il panico o la pazzia. Un appassionato di fantascienza è in genere fermamente convinto che questa non sia l'unica realtà possibile e sarebbe di conseguenza più propenso ad accettare (o compiere) eventuali sconvolgimenti della realtà. A chi dice che la fantascienza sia demenziale, Brown (tramite Max) risponde che se qualcosa «ti fa desiderare di raggiungere le stelle, allora ti fa bene».

Un altro fattore che tutte le opere di Brown hanno in comune è lo stile narrativo. Senza dubbio la scrittura di Fredric Brown è caratterizzata da una perfezione e una pulizia con pochi eguali. Nelle sue narrazioni i dettagli inutili sono inesistenti e le storie arrivano subito al dunque senza perdersi in chiacchiere introduttive: i racconti e i romanzi di questo acclamatissimo autore iniziano sempre "col botto", cosa che contraddistingue spesso i più grandi libri conosciuti. Certo, vien quasi da ridere nello scrivere tante righe sulle qualità di questo autore, dato che per Brown, come per altri scrittori fenomenali, le parole si sprecano. I libri del vecchio Fredric parlano da soli e, nel caso non aveste ancora letto nessuna delle sue produzioni, dovreste rimediare al più presto senza esitazioni. Lo spasso, neanche a dirlo, è assicurato.

sabato 29 settembre 2012

Marziani, andate a casa! - Tornano in libreria i marziani dispettosi di Fredric Brown

I marziani invadono la Terra. E fin qui sembra la solita storiella alla Mars attack. Il loro scopo, però, non è quello di sottometterci e sono del tutto disarmati. Ogni tentativo di instaurare con loro rapporti di amicizia risulterà vano perché in realtà sono venuti sul nostro pianeta per darci fastidio. Ebbene sì. Urlano mentre parliamo al telefono, ci deconcentrano mentre studiamo, ci coprono la visuale mentre guardiamo la tv, ci provocano di continuo cercando di litigare... A causa del loro umorismo infantilel'intero pianeta sarà portato sull'orlo di una crisi di nervi. 


Nel presente romanzo, la cui ristampa è uscita nelle librerie proprio questo mese, Fredric Brown ironizza su una possibile invasione aliena e lo fa in modo del tutto particolare. Perché i marziani sono così dispettosi? Se hanno una civiltà molto più antica della nostra, come mai pensano solo a sghignazzare e a rompere gli zebedei al prossimo? Che il picco della civiltà comporti proprio la consapevolezza che la vita non vada presa troppo sul serio? L'ironia è segno di saggezza? O magari quei piccoli omini verdi sono semplicemente svalvolati? Insomma, tra una risata e l'altra il lettore si porrà un sacco di domande e solo nel finale rocambolesco i pezzi torneranno insieme. 
Come di consueto Fredric Brown, ottimo scrittore di libri gialli, tira fuori dal cilindro una storia senza troppe pretese ma divertente e intelligente, un vero maestro dei romanzi brevi che finora non mi ha mai deluso. Insomma, un anno dopo la pubblicazione di "Cronache Marziane" di Ray Bradbury venne pubblicato questo romanzo formidabile che è meno conosciuto ma altrettanto valido. In poco meno di duecento pagine succede di tutto e di più, dall'inizio in cui i marziani spuntano nelle abitazioni come funghi fino al finale sorprendente. Ricercatissimo nelle bancarelle e nelle librerie dell'usato, torna finalmente in ristampa dopo sessant'anni dalla pubblicazione negli Stati Uniti. Ideale da leggere in treno, lo spasso è assicurato. 

Flavio Alunni

mercoledì 29 febbraio 2012

Gli strani suicidi di Bartlesville - Fredric Brown

Titolo originale: The mind thing
Anno di pubblicazione: 1961



In una piccola cittadina americana si susseguono una serie di suicidi apparentemente inspiegabili. La polizia tende a metterci subito una pietra sopra ma il caso ha voluto che un cane si suicidasse proprio finendo sotto la macchina di uno scienziato capitato lì per passare le vacanze. Lo spirito di ricerca di quest'uomo lo porterà a indagare sulla misteriosa serie di suicidi. Ormai è il quarto romanzo breve di Brown che ho letto e posso definirlo come uno dei maestri della fantascienza. I suoi romanzi sono sempre semplici da leggere, brevi, e senza un risvolto sociologico alle spalle, tuttavia dietro a questa semplicità di lettura c'è una delle menti più brillanti del secolo passato. Senza dubbio la scrittura di F. B. è caratterizzata da una perfezione e da una pulizia che ha pochi eguali, i dettagli inutili sono pressoché inesistenti. Le sue storie si leggono tutte d'un fiato e sono velate da un senso dell'umorismo sottile, non esplosivo come quello che si ritrova nei romanzi di Douglas Adams. In un altro capolavoro dell'autore, Assurdo Universo, il lettore viene più facilmente catturato dalla trama perché caratterizzata da un intenso mistero di fondo che colui che legge muore dalla voglia di scoprire. Nel presente libro invece viene svelata sin dalle prime pagine la causa di tutti quei suicidi, eppure non si riesce lo stesso a staccare gli occhi dal libro. L'autore ha rinunciato alla sua arma più facile da usare, quella del mistero da svelare, dimostrando tutta la sua bravura. In quasi tutti i suoi romanzi di genere fantascientifico (Brown è anche un ottimo scrittore di gialli), l'autore inserisce un personaggio appassionato di fantascienza. In Assurdo universo e Marziani, andate a casa! abbiamo uno scrittore di fantascienza come protagonista, nel presente libro invece troviamo un'appassionata lettrice di fantascienza fra i personaggi principali. Cosa vuole dire Brown inserendo questi fantascienziati nella storia? E sempre con ruoli di protagonista o comunque importanti? Probabilmente intende dire che nessuno, meglio di un lettore o di uno scrittore di fantascienza, abituati a leggere  e scrivere cose che voi umani non potreste neanche immaginare, può affrontare e risolvere situazioni paradossali che porterebbero un uomo saldamente attaccato alla realtà verso il panico o la pazzia. Inutile dirvi che consiglio caldamente la lettura di questo libro e degli altri due sopra citati. Non è stata eccellente la lettura di Il vagabondo dello spazio, forse il libro meno riuscito di Brown, ma si tratta comunque di una discreta lettura. Il Maestro non delude mai.

Flavio Alunni

sabato 24 dicembre 2011

Assurdo universo - Fredric Brown

Si potrebbe dire tanto su Assurdo universo, da molti riconosciuto come un capolavoro assoluto della fantascienza. Altrettanto si potrebbe scrivere a proposito di Fredric Brown, autore geniale che con i suoi pochi romanzi di fantascienza (tutti brevi) e i suoi numerosi racconti ha saputo conquistare l'immaginario di milioni di lettori e lettrici a livello mondiale. Se Fredric Brown avesse una tecnica segreta e infallibile per fare breccia nei cuori degli appassionati non è dato saperlo, fatto sta che riusciva a metter su delle storie pressoché perfette malgrado la loro scarsa profondità, qualunque cosa questo termine voglia dire. Assurdo universo, infatti, non è un romanzo sociologico, né speculativo, né carico emotivamente: è invece leggero e senza pretese di alta letteratura, ma lo stile è impeccabile. Pochi romanzi riescono ad attrarre così magneticamente sin dalla prima pagina, intossicando fino al midollo con alte dosi di fantasia, mistero, meraviglia e tanto, tanto divertimento.
Al di là della fantascienza, l'intera opera è una pietra miliare della letteratura surrealista e dell'assurdo, da non confondere col nonsense che invece è tutta un'altra questione per quanto affascinante possa essere. Per rendere più chiaro il concetto basta descrivere la trama. Keith, il protagonista di questa storia bizzarra, è, neanche a dirlo, uno scrittore di fantascienza. Sfortuna vuole che il malcapitato venga colpito da un razzo spaziale in caduta. Dopo l'impatto, lui è l'unico sopravvissuto fra le persone che erano presenti nella struttura colpita dal razzo. Ma a pochi passi da lì iniziano ad avvenire cose strane, una serie di fatti assurdi che saranno spiegati solo alla fine del libro. I guai iniziano quando Keith entra in un negozio e, tirata fuori una moneta da mezzo dollaro, viene accusato di essere una "spia arturana" cosicché da quel momento diventerà un ricercato e sarà costretto a scappare da qualcosa di assolutamente incomprensibile. Il tutto si svolge in un'atmosfera ampiamente fantascientifica e in aggiunta la storia è impostata come un libro giallo, con una serie di fatti inspiegabili e un mistero da risolvere. Il protagonista si improvviserà detective di se stesso e farà di tutto, tra una fuga e l'altra dai folli agenti interplanetari che gli danno la caccia, per capire cosa diavolo abbia cambiato il suo mondo e con esso la sua vita.
I pochi romanzi brevi scritti e pubblicati in Italia dal signor Brown si contano sulle dita di una mano e Assurdo universo ne è la punta di diamante. Sperando di non tralasciare niente, si va da Gli strani suicidi di Bartlesville (altro bellissimo libro con un'insolita impostazione), a Marziani andate a casa! (esilarante come non mai e recentemente ristampato dalla Delos) a Il vagabondo dello spazio, per finire con Progetto Giove. Oltre a consigliare tutte le suddette opere, con una riserva per Il vagabondo dello spazio che forse è il libro meno riuscito, è interessante notare che buona parte dei romanzi appena citati sono accomunati dalla presenza di scrittori di fantascienza o appassionati della stessa tra i protagonisti. Cosa volesse dire il maestro dell'assurdo inserendo queste persone nei ruoli principali si può provare ad immaginarlo. Probabilmente l'autore voleva intendere che nessuno, meglio di chi legge o scrive fantascienza, entrambi abituati a leggere e scrivere cose che voi umani non potreste neanche immaginare, può affrontare e risolvere situazioni paradossali che porterebbero un uomo saldamente attaccato alla realtà verso il panico o la pazzia.

Un altro fattore che tutte le opere di Brown hanno in comune è lo stile narrativo. Senza dubbio la scrittura di F. B. è caratterizzata da una perfezione e una pulizia con pochi eguali. Nelle sue narrazioni i dettagli inutili sono inesistenti e le storie arrivano subito al dunque senza perdersi in chiacchiere introduttive: i racconti e i romanzi di questo acclamatissimo autore iniziano sempre col botto, cosa che contraddistingue spesso i più grandi libri conosciuti, almeno restando nel nostro genere prediletto. Certo, vien quasi da ridere nello scrivere tante righe sulle qualità di questo autore, dato che per Brown come per altri scrittori fenomenali le parole si sprecano. I libri del vecchio Fredric parlano da soli e se non si è ancora letto niente delle sue produzioni non c'è altro da fare che rimediare al più presto senza esitazioni. Lo spasso, neanche a dirlo, è assicurato.

Flavio Alunni

sharethis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...