mercoledì 19 luglio 2017

Volare su Plutone. Il video della NASA


Montagne, colline, crateri, distese di ghiaccio. La superficie di Plutone viene mostrata in un video straordinariamente realistico della NASA.

Come se fossimo a bordo della navicella New Horizons - la prima sonda ad aver raggiunto il pianeta nano nel mese di luglio 2015 - grazie al video realizzato dalla NASA possiamo sorvolare a bassa quota i pendii alieni elaborati in 3D a partire dalle fotografie della sonda che, nel frattempo, ha abbandonato Plutone per dirigersi verso un oggetto ancora più lontano chiamato 2014 MU69

A essere precisi, le informazioni raccolte dalla sonda sono state elaborate dagli scienziati della NASA per realizzare non uno, ma due video, entrambi estremamente veritieri. 

In una clip si vede la più grande luna di Plutone, Caronte, nella sua interezza, quindi a partire da un punto di vista relativamente lontano. Invece l'altra clip si avvicina di molto alla superficie di Plutone, al punto che sembra letteralmente di planare su di esso osservandone la superficie con dettagli unici e un punto di vista insuperabile.




mercoledì 12 luglio 2017

La scienza è perfettamente democratica (o quasi)



Si sente da più parti affermare che la scienza non è democratica. Non diciamo sciocchezze. La scienza è in assoluto la vera realizzazione della democrazia.


Chiariamo innanzitutto che cos'è la vera democrazia. Ci hanno insegnato che la democrazia è una crocetta sulla scheda elettorale, ma non è esattamente così. In una democrazia perfettamente realizzata ogni elettore partecipa attivamente al processo democratico, e ha i mezzi culturali e la volontà di informarsi pienamente su un argomento prima di mettere la croce su una scheda elettorale. Proprio perché in una democrazia funzionante ogni cittadino è ben informato e partecipa attivamente alle discussioni, non c’è spazio per gli inganni, le false promesse, la propaganda. Quando la comunità prende parte attiva alle discussioni e alle decisioni della politica, l’operato dei rappresentanti eletti viene abbastanza controllato.  

In una vera democrazia partecipata il punto cardine è la vittoria della verità sulla menzogna, che in una società significa dimostrare se qualcosa faccia il bene o il male delle persone. Ci vuole poco a capire se un politico, un partito o una legge facciano il bene o il male della comunità. O meglio, ci vuole poco a comprendere la differenza tra ciò che fa bene o male, ma ci vuole tanto studio, ragionamento e partecipazione per dimostrare se una scelta politica è sbagliata o meno. Purtroppo, in politica, spesso basta qualche trucco, un po’ di carisma e in generale la capacità di raggirare, ingannare, manipolare, per convincere la massa. Non di rado si pende dalle labbra di un leader carismatico che rappresenta un’autorità della quale fidarsi facilmente, senza fare le pulci a quello che dice.

Nella scienza (quella vera) non esiste l’autorità assoluta. Non esiste proprio il concetto di autorità. Chiunque deve dimostrare le proprie affermazioni alla comunità scientifica informata. Se un premio Nobel dice una scemenza, e la comunità scientifica dimostra a suon di calcoli ed esperimenti che quell’acclamato Nobel ha detto una fesseria, colui che ha esternato la menzogna viene messo con le spalle al muro. Nella scienza ogni cosa deve essere dimostrata, le chiacchiere stanno a zero. Possiamo cantarcela quanto ci pare, avere una bella voce e saper abbindolare gli ignoranti, ma se non dimostriamo alla comunità informata che abbiamo ragione da vendere, quello che affermiamo è aria fritta.

Nel libro 1984, George Orwell scrive che «La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente». La libertà è quindi la libertà di dire la verità. E la scienza è questo: la ricerca comune della verità. Certo, ci sono e ci saranno sempre le frodi scientifiche, ma sono tutte destinate a essere smascherate a colpi di logica e controdimostrazioni. Delegittimando la scienza – che va controllata, per carità, anche se il più delle volte si controlla da sola – rischiamo di delegittimare ciò che più si avvicina alla realizzazione della democrazia. Pensiamoci, ogni volta che mettiamo una croce sulla scheda elettorale.

sabato 1 luglio 2017

ExoMars entra nella fase "vacanza estiva"


Il Trace Gas Orbiter (TGO) della missione russo-europea ExoMars interrompe fino ad agosto le manovre ravvicinate nell’atmosfera di Marte a causa della congiunzione tra il Sole e il pianeta.

Dopo aver raggiunto il pianeta Marte il 19 ottobre scorso insieme al lander Schiaparelli (schiantato al suolo), la sonda orbitante della missione ExoMars si concede un meritato riposo.

Con Marte dietro al Sole, le comunicazioni con le postazioni di controllo della Terra sono molto difficili, così gli scienziati dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno deciso di interrompere le manovre di aerobraking e riportare, quindi, la navicella al sicuro fuori dall’atmosfera marziana.

L’aerobraking è una manovra già tentata con successo durante le operazioni finali della sonda ESA Venus Express. Eseguire l’aerobraking significa sfruttare la resistenza dell’atmosfera di un pianeta per diminuire la velocità di volo e scendere di quota, risparmiando così un notevole quantitativo di carburante e studiando il pianeta e la sua atmosfera da vicino.

Anche se si tratta di una manovra collaudata, l’aerobraking resta comunque molto delicata perché gli effetti dell’atmosfera sulla navicella, se non tenuti strettamente sotto controllo, possono danneggiare il TGO, soprattutto in un’atmosfera altamente variabile e imprevedibile come quella di Marte.

La necessità di tenere la sonda entro un certo limite di quota per motivi di resistenza termica e stabilità aerodinamica ha obbligato i tecnici dell’ESA a mandare la sonda in “vacanza” fuori dall’atmosfera fino a quando sarà possibile ripristinare un adeguato controllo terrestre, cioè fino alla fine di agosto, quando la congiunzione tra Marte e il Sole sarà conclusa.
 Via Fly orbit News

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