giovedì 19 marzo 2020

10 lezioni di fantascienza dalla serie tv "Electric dreams"

Philip K. Dick's electric dreams

Dieci episodi, dieci tra i temi cari all'arte secolare della fantascienza, dieci storie ispirate ad altrettanti racconti dello scrittore Philip K. Dick, reso immortale dalla sua fama di visionario e dai film tratti con grande successo dalle sue opere. Electric dreams è una serie tv antologica pubblicata su Amazon Prime Video. Le sue storie, tutte diverse, non hanno un filo conduttore comune. Non sempre raccontano le possibili controindicazioni o gli effetti della tecnologia, come in Black mirror, e in un caso particolare non si può nemmeno parlare di fantascienza propriamente detta ma di semplice storia di fantasia. Ogni episodio è tuttavia esemplare nel rappresentare un sottogenere della fantascienza (realtà virtuale, viaggi spaziali, invasioni aliene eccetera) e nel mostrare le sue mille chiavi di lettura.

Interessante come due racconti, che si somigliano molto nella loro trama essenziale, abbiano risvolti diametralmente opposti. Sia nell'episodio "Human Is" che in "Father Thing" degli esseri umani vengono posseduti letteralmente da entità aliene. Ma cosa accadrebbe se la nuova personalità fosse di gran lunga migliore della precedente? Questa è la domanda che si pone la moglie dell'uomo posseduto in "Human Is", mentre quella di "Father Thing" rappresenta la classica invasione aliena di massa nel perfetto stile del classico intramontabile L'nvasione degli ultracorpi.

Il tema del viaggio nello spazio viene affrontato nell'episodio "Impossible Planet" dove una donna di trecento anni molto facoltosa chiede a un'agenzia di poter compiere quello che probabilmente sarebbe il suo ultimo viaggio verso la Terra. Ma la Terra non esiste più e non può essere visitata, così due impiegati dell'agenzia portano la donna verso un altro pianeta per intascare i suoi soldi. Il finale, un po' astratto, è una metafora dell'ultimo viaggio, della morte e dell'amore che lascia libera interpretazione.

La società descritta in "Kill All Others" e "Safe And Sound" è un mondo dove la privacy delle persone è sempre meno tutelata e, anzi, è sempre più in mano a privati o entità governative. Le due storie sono sostanzialmente diverse ma nei due casi proposti abbiamo personaggi che reagiscono ribellandosi, in un caso, o divenendo preda inconsapevole del sistema oppressivo, nell'altro. In entrambi i casi, comunque, l'interpretazione non è per niente positiva: la perdita progressiva della nostra privacy in genere non viene vista di buon occhio da chi scrive storie di fantascienza, che sia per il cinema, la tv o l'editoria.

L'intelligenza artificiale e la distopia si intersecano nell'episodio "Crazy Diamond". In un mondo in cui le terre emerse stanno sparendo a causa dell'innalzamento degli oceani, un robot donna perfettamente uguale nell'aspetto a un essere umano convince un uomo a rubare un lotto di coscienze artificiali da vendere al mercato nero per sperare in una vita migliore. Ne viene fuori una storia vagamente astratta la cui forza è il perfetto intreccio tra il tema dell'intelligenza artificiale e la distopia basata sui cambiamenti climatici. Mescolare i generi può avere il suo perché, come in questo caso.

Come poteva mancare la telepatia? Nell'episodio "The Hood Maker" il mondo si scopre disseminato di persone con poteri telepatici. In tale contesto, un uomo è naturalmente immune al loro potere, e un altro inventa un cappuccio che impedisce la lettura del pensiero. In aggiunta, le autorità usano i telepati per leggere la mente dei criminali e dei potenziali ribelli. In Electric dreams tutto conduce a un conflitto tra telepati e persone normali. La paura, da una parte e dall'altra, vince su tutto. Ma le storie che hanno al centro la telepatia potrebbero evolvere in mille altri modi.

In "Autofac" viene descritta una distopia dove l'umanità è ridotta al lumicino, e i pochi villaggi arretrati che esistono sono tenuti sotto scacco da una fabbrica chiamata Autofac. La fabbrica invia attraverso dei droni prodotti di consumo inutili che non aiutano i pochi umani rimasti sul pianeta e per di più esercita un controllo sull'umanità. Il tentativo da parte di alcuni di entrare nella fabbrica automatizzata e distruggerla porterà a una rivelazione scioccante che ribalterà il senso di tutta la storia. In "Autofac" entrano in gioco la distopia, appunto, lo scenario post-apocalittico probabilmente scatenato da una guerra mondiale, e la strizzata d'occhio al tema dell'intelligenza artificiale e al'ipotesi del robot dotato di anima. Si può notare anche una critica al consumismo, vecchio tema fantascientifico che ritroviamo in un libro come I mercanti dello spazio e in film come Essi vivono.

La realtà virtuale prende il suo spazio con l'episodio "Real Life", dove una persona vive due vite, ognuna delle quali è la proiezione virtuale dell'altra. Quale delle due vite è reale? Sono tutte e due reali o tutte e due virtuali? E quindi, quale delle due spegnere per sempre per consentire di vivere una vita sola? In "Real Life" viene messo in dubbio il significato stesso della realtà.

Concludiamo con l'unico episodio che non rientra nel genere fantascientifico. "The Commuter" narra le vicende di un uomo che lavora presso una stazione ferroviaria. La sua felicità è probabilmente compromessa da un figlio con problemi psichiatrici importanti, che via via peggioreranno col tempo. Una donna misteriosa gli appare all'improvviso e gli segnala una stazione fantasma che ferma in un paese ideale dove l'uomo potrebbe vivere felicemente ma nella menzogna. La lotta tra la felicità e la verità attanaglierà l'uomo fino a una dolorosa decisione finale. Se potessimo cambiare la nostra vita con una bacchetta magica, che cosa sceglieremmo? I sogni rappresentano davvero ciò che vogliamo? Li scambieremmo con la nostra realtà? "The Commuter" ci riempie di interrogativi esistenziali.

4 commenti:

  1. L'avevo vista nel catalogo, ma ho notato che viene poco considerata.
    Mi sa che provo a recuperarne qualche episodio stasera.

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  2. Come scritto nel commento sopra, non capisco perché sia così poco considerata. Serie TV decisamente sottovaluta. Ma ho l'impressione che sia la Fantascienza pura in generale, a esserlo.

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    1. Ma infatti nel titolare usando la parola "fantascienza" mi sa che non le ho fatto molta pubblicità. Questa cosa la so ma a volte ci casco di nuovo e riuso quel termine tanto bistrattato.

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