lunedì 26 settembre 2016

Pianeta Terra: guida per visitatori alieni

Pianeta Terra: guida per visitatori alieni è il primo libro scritto da un autore dal nome assai curioso: Astutillo Smeriglia. Sarà il suo vero nome? O come è più probabile si tratta di un nome d’arte? Non importa, o forse sì, ma lasciamo stare.

Il libro di Astutillo Smeriglia è una specie di avviso ai naviganti fatto da un alieno – forse un agente di viaggi interplanetari – che mette in guardia i turisti provenienti da ogni parte dell’Universo su alcuni difetti degli esseri umani, e quindi su alcuni pericoli o fastidi in cui potrebbero imbattersi i viaggiatori. Ne viene fuori l’osceno ritratto di una specie molto discutibile, la nostra. 

Noi umani veniamo dipinti con ironia tagliente e senza peli sulla lingua. Come non riconoscersi in almeno uno dei comportamenti elencati e sapientemente descritti nel romanzo?

Pianeta Terra è un libro strano. E se siete finiti in questo blog significa proprio che andate a caccia di cose strane. Vuol dire che le cose strane vi stuzzicano, vi aprono un vuoto dentro che dev’essere colmato. 

Ma il libro di Astutillo Smeriglia non è solo strano. Forse involontariamente, è anche una specie di trattato sull’uguaglianza degli esseri umani. Siamo tutti fatti male alla stessa maniera. Un alieno che ci osservasse da fuori non vedrebbe nazioni, non vedrebbe pelli rosse gialle nere e bianche. Noterebbe invece una serie di qualità positive o negative comuni a tutti gli abitanti. E le descriverebbe così, esattamente come avviene in Pianeta Terra

Comunque, il punto di vista del libro non appartiene a un extraterrestre vero. È il punto di vista di Astutillo Smeriglia, quello di un essere umano sensibile al bello e, in particolare, al brutto di noi. Anche se l’autore si eleva al di sopra di tutto immaginando di essere un alieno civilizzato e privo di storture, è consapevole di trovarsi sulla stessa barca delle persone di cui si prende gioco. O almeno, così vogliamo sperare. Altrimenti sarebbe davvero un alieno e dovremmo iniziare a preoccuparci.

giovedì 22 settembre 2016

Resoconto sulla mostra di Vito Volterra a Roma


All’interno del Museo Ebraico di Roma si trova una stanza poco attraente con alcune foto in bianco e nero di un uomo con la barba. Il turista sprovveduto rischia di dare un rapido sguardo e passare oltre, senza sapere che cosa si perde. La mostra di Vito Volterra (1860-1940) è infatti molto più grande dentro che fuori, un po’ come l’astronave di Doctor Who

In quattro pareti viene raccontata la storia di un grande matematico italiano. Nell'arco di pochi minuti si può leggere tutto, da quando si arruolò nella Prima Guerra Mondiale a quel fatidico giorno del 1925 in cui firmò il “Manifesto degli intellettuali antifascisti” redatto da Benedetto Croce. Nel 1931 lo scienziato rifiutò di prestare giuramento al Fascismo e, come professore universitario, perdette il proprio ruolo accademico.

Ma al di là delle azioni politiche, che comunque sono motivo di distinzione, Vito Volterra fu uno scienziato formidabile. A lui dobbiamo i primi lavori di quella branca dell’analisi che chiamiamo analisi funzionale. Ma un contributo storico lo diede anche all’ecologia quando formulò un modello matematico oggi noto come “modello preda-predatore”, dove mise in relazione il numero di prede e predatori in alcune specie di pesci.

All’interno della piccola grande mostra vengono anche esposti alcuni reperti. Uno di questi è il verbale della prima seduta plenaria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), nel corso del quale Vito Volterra, già presidente dell’Accademia dei Lincei prima di venire estromesso dalla carica, fu eletto presidente del CNR.

Vito Volterra fu anche un uomo di valore internazionale, con un ruolo particolare nello scenario scientifico europeo. Anche di questo, e di altre belle cose si verrà a conoscenza nello spazio di una stanza.

F A

martedì 20 settembre 2016

Arthur C. Clarke: Polvere di Luna

Polvere di Luna è un romanzo di Arthur C. Clarke pubblicato nel 1961, circa otto anni prima dello sbarco sulla Luna. 

Nei primi anni Sessanta la conoscenza del nostro satellite non era ai livelli di oggi. Clarke ha quindi immaginato liberamente che vi fossero grandi mari sabbiosi fatti di una sabbia quasi liquida, sottile come lo zucchero a velo.

Su uno di questi mari, il Mar della Sete, naviga un battello speciale, un incrocio tra un’astronave e una nave vera e propria. Il battello offre giri turistici ai villeggianti della Terra, soprattutto, che pagano profumatamente per godersi una crociera estrema. 

Anche stavolta il tour sembra come tutti gli altri: bello, rilassante, meraviglioso. Ma un imprevisto di tipo geologico, una specie di lunamoto, fa affondare la nave nella sabbia. Da quel momento la vita dei passeggeri è appesa a un filo. Ai membri dell'equipaggio non resta che allungare il più possibile la loro sopravvivenza in attesa che qualcuno li trovi e gli porti il dovuto soccorso.

Non ci sono alieni sul satellite, e Clarke non si è sbilanciato a immaginare cose e situazioni troppo inventate. Ha cercato invece di creare una storia che, per quanto fantasiosa e lontana da venire, si mantiene credibile. Polvere di Luna altro non è che il tentativo di salvataggio di un battello disperso, dove l'aspetto tecnico-scientifico dell’opera è essenziale per la riuscita del romanzo. È infatti la giusta accoppiata tra il credibile e l'incredibile a rendere interessante la lettura del libro.  


F A

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