lunedì 7 agosto 2017

Le meraviglie del Museo Nazionale Romano



Il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, all’altezza della Stazione Termini, fa parte delle più grandi collezioni museali di arte classica risalenti all’Antica Roma. Il notevole numero di affreschi, mosaici, statue e oggetti di ogni forma e dimensione include reperti archeologici provenienti da ogni parte d’Italia, anche se prevalentemente dalla città di Roma e da zone che attualmente fanno parte della provincia come ad esempio il comune di Palestrina. 

La collezione è distribuita su quattro grandi piani, di cui un piano terra, due piani superiori e un seminterrato nel quale sono custoditi piccoli oggetti, monete di ogni periodo storico, dalla fondazione di Roma alla sua caduta, e gioielli. Nel seminterrato è anche esposto il corpo di una bambina di 12 anni perfettamente mummificato e riconosciuto come il più antico resto umano conservato di un cittadino dell’Antica Roma. 

Sempre pieno di turisti arrivati da tutto il mondo, il Museo Nazionale Romano dovrebbe essere una delle tappe fondamentali per chi decidesse di visitare la vecchia capitale dell’Impero. La Galleria Borghese, i Musei Capitolini e i Musei Vaticani fanno la loro bella figura, certo, ma anche il museo di Palazzo Massimo non scherza affatto. 

Il Museo Nazionale Romano è distribuito in varie sedi ma quella presso la Stazione Termini è imparagonabile alle altre per ricchezza di reperti e dimensione. Nonostante ciò, vale la pena fare una visita anche alla seconda sede in ordine di importanza, quella presso la Crypta Balbi, situata in Via delle Botteghe Oscure laddove sorgeva, un tempo, l'area romana denominata Campo Marzio.

venerdì 21 luglio 2017

Urania Millemondi 78: Progetto Giove. Tre romanzi di Fredric Brown

Non è troppo tardi per segnalare l'uscita in edicola del libro più maturo di Fredric Brown: Progetto Giove. Il romanzo fa parte di un tris di romanzi completi dell'autore raggruppati in un unico volume argentato, l'Urania Millemondi numero 78. Al suo interno anche un altro romanzo di fantascienza, Gli strani suicidi di Bartlesville, e un giallo dal titolo Uno strano cliente. L'ultimo romanzo è un giallo tendente al bizzarro, in perfetto stile Fredric Brown, l'autore più venduto da Urania insieme ad Arthur C. Clarke. Per accaparrarsi il volume c'è tempo fino alla fine di luglio. In alternativa la Mondadori mette a disposizione l'ebook a tempo indeterminato sugli store online.


PROGETTO GIOVE

Il romanzo di Fredric Brown (1906-1972) dal titolo Progetto Giove vide la luce nel 1953 ed è la storia di Max Andrews, un tecnico dei razzi che all'età di cinquantasette anni sogna di vedere l'uomo su Giove dopo il già effettuato sbarco sulla Luna. Max Andrews è un ex astronauta che ha dovuto interrompere la sua carriera a causa di un grave infortunio. Sogna le stelle ed ha la volontà e la determinazione per far compiere alla specie umana un piccolo passo verso di esse, e quel piccolo passo si chiama Giove. Max si muoverà sia dal punto di vista politico che tecnico per raggiungere il suo obiettivo. Il primo passo del suo piano è quello di far approvare il progetto al governo americano, e il secondo passo prevede che sia lui stesso a guidare il progetto. Max è un uomo che non crede nelle barriere (fisiche o concettuali), un uomo a cui la relatività «fa arrabbiare perché cerca di porre dei limiti» alla velocità dei razzi spaziali. 

Progetto Giove è la storia di una nuova era spaziale alle porte, in cui l'umanità, spinta dal bisogno di rivalsa dell'ex astronauta Max Andrews, torna a esplorare lo spazio dopo un lungo periodo di sonnolenza.

GLI STRANI SUICIDI DI BARTLESVILLE

In una piccola cittadina americana si susseguono alcuni suicidi ravvicinati e apparentemente inspiegabili. La polizia tende ad archiviare subito il caso, ma la provvidenza ha voluto che un cane si suicidasse lanciandosi sotto la macchina di uno scienziato capitato lì per passare le vacanze. Lo spirito di ricerca di quell'uomo lo spingerà a indagare sulla misteriosa serie di suicidi. 

Una curiosità del romanzo è che la causa dei suicidi misteriosi viene svelata sin dalle prime pagine. Il lettore sa, mentre i personaggi sono all'oscuro di tutto. Anche per questo motivo, ma non solo, viene fuori una storia tutto sommato divertente, anche se Gli strani suicidi di Bartlesville non è certo l'opera più simpatica dell'autore.

giovedì 20 luglio 2017

La missione spaziale LISA Pathfinder è stata un successo

Missione compiuta per LISA Pathfinder

Martedì 18 luglio la sonda europea LISA Pathfinder è stata spenta definitivamente. I comandi di spegnimento sono stati inviati dalla Deep Space Antenna 2 (DSA 2) presso la stazione di Cebreros, in Spagna, alle 20:00 ora italiana. Le operazioni sono state dirette dallo European Space Operations Centre (ESOC) a Darmstadt, in Germania, con l’ausilio di esperti in trasmissioni via Terra.

Dopo 16 mesi di attività, la conclusione della missione LISA Pathfinder apre quindi la strada al futuro rivelatore spaziale di onde gravitazionali LISA (Laser Interferometer Space Antenna), il cui lancio è previsto non prima del 2030. Infatti LISA Pathfinder altro non era che un laboratorio spaziale finalizzato a testare la capacità di rilevare le onde gravitazionali con la futura missione LISA.

La sonda, lanciata nel dicembre del 2015 a bordo di un VEGA, aveva già lasciato il punto lagrangiano L1 a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra per entrare in orbita intorno al Sole dopo una lunga operazione iniziata ad aprile e durata alcuni mesi. Adesso il suo periodo di rotazione è di pochi giorni più breve rispetto a quello della Terra.

La missione è terminata ufficialmente il 30 giugno e lo spegnimento dei trasmettitori servirà a silenziare LISA Pathfinder in modo che non disturbi le missioni future.

Ian Harrison, manager delle operazioni presso l’ESOC a Darmstadt, si è dichiarato più che soddisfatto dei risultati. «Abbiamo affrontato molte sfide durante la missione – ha detto – ma grazie alla stretta collaborazione tra i gruppi di ricerca coinvolti, dall’Europa agli Stati Uniti, ogni obiettivo è stato raggiunto. I risultati hanno persino superato le attese».



LISA Pathfinder si è avvalsa anche del contributo della NASA e dell’apporto fondamentale dei singoli Stati europei, con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in prima linea.

All’Italia è stata affidata la leadership scientifica della missione, con il ruolo di principal investigator ricoperto da Stefano Vitale (leggi l'intervista), professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università di Trento e membro del Trento Institute for Fundamental Physics and Applications (TIFPA) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

Via Fly Orbit News

Immagine: ESA

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