venerdì 22 settembre 2017

Mooned: l'astronauta allunato di Lorenzo Palloni


In seguito a un incidente con la sua astronave un astronauta naufraga su una luna grande poco più di lui. La gravità lo tiene schiacciato sulla schiena contro la superficie butterata del corpo celeste. Un corpo celeste che continua a ruotare, all’infinito, mentre sul lato opposto della luna giace il corpo straziato e scheletrico di un secondo naufrago, il collega del primo. Rico Ferris, quello vivo dei due, non può vedere il compagno defunto sull’altra faccia del globo, e spera invano, in cuor suo, che l’altro astronauta sia ancora vivo, che lo stia cercando e che, prima o poi, lo verrà a prendere per salvargli la vita.

Mooned è un viaggio allucinante, ripetitivo, solitario e pieno di illusioni. Un po’ come la vita stessa. L’astronauta allunato di Lorenzo Palloni, attraverso un elevato numero di vignette e rotazioni planetarie, è preda di continue visioni che lo illudono di non essere quello che è, vale a dire un naufrago solitario nel mondo che lo ospita. Di fatto, Rico Ferris vive una vita intera sulla piccola luna abbandonata nel bel mezzo del Cosmo.

Accadono cose davvero incredibili mentre l’astronauta giace immobile sulla superficie lunare, cose che lo intrattengono, e gli danno l’illusione di vivere, ma poi, tutte le volte, ogni cosa svanisce e rimane lui, da solo che più solo non si può, senza aver combinato niente che abbia veramente un senso, che sia concreto, eterno, permanente, vero.

Tutto è vano, per l’astronauta allunato. O forse no. Magari, bisogna vivere sulla piccola luna così come viene, lasciando perdere le ansie, accantonando la speranza che qualcuno o qualcosa ci verrà a salvare, dando finalmente un senso alla nostra vita noiosa e ripetitiva, per non dire inutile. Alla fine dei conti, ciò che conta davvero è la storia. Il percorso, per così dire. Non importa come e perché Rico sia capitato su quella luna. E non importa nemmeno dove andrà a finire. Quel che è certo è che niente lo salverà, mentre la propria esistenza si anima con estrema fantasia nella sua mente.

giovedì 14 settembre 2017

“I racconti della biblioteca fantastica” di Icilio Bianchi

Le edizioni Cliquot presentano in formato ebook un'antologia di racconti gotici scritti nei primissimi anni del Novecento da un autore italiano dimenticato. Si chiamava Icilio Bianchi, nacque nel 1890 e non è noto esattamente quando morì. 

La raccolta recuperata dalla redazione di Cliqout comprende precisamente sette storie di Icilio Bianchi il quale, anche con lo pseudonimo Ycil Whites, pubblicò le sue storie insieme ad altri autori nella Biblioteca fantastica dei giovani italiani, un prodotto editoriale che vide la luce nel lontano 1907. 

Lo scopo della Biblioteca – e quindi della Società Editrice Milanese che la pubblicava – era quello di uscire in volumi da sedici racconti, anche se prima di tutto uscirono in edicola dei fascicoletti speciali al costo di dieci centesimi contenenti, ciascuno, un singolo racconto. 

All'epoca i racconti erano illustrati da tale Ottavio Rodella (Tavio), così, tanto per non farsi mancare niente, l'attuale edizione Cliquot mantiene al suo interno i medesimi disegni. 

I racconti della biblioteca fantastica di Icilio Bianchi si aggiunge alla collana Generi per fare compagnia ad altri autori italiani riscoperti dalla casa editrice romana Cliquot che, per sua stessa affermazione, «punta al recupero, cioè alla proposta o riproposta nell’era digitale, di opere realizzate nel passato e rimaste intrappolate troppo a lungo nella limitatezza del supporto cartaceo». La collana Generi include tra le sue fila anche le opere di Daniele Oberto Marrama (1874-1912), Vasco Mariotti (1906-1962) e Calogero Ciancimino (1899-1936). 

lunedì 7 agosto 2017

Le meraviglie del Museo Nazionale Romano



Il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, all’altezza della Stazione Termini, è in assoluto tra le più grandi collezioni museali di arte classica risalenti all’Antica Roma. Il notevole numero di affreschi, mosaici, statue e oggetti di ogni forma e dimensione include reperti archeologici provenienti da ogni parte d’Italia, anche se prevalentemente dalla città di Roma e da zone che attualmente fanno parte della provincia come ad esempio il comune di Palestrina. 

La collezione è distribuita su quattro grandi piani, di cui un piano terra, due piani superiori e un seminterrato nel quale sono custoditi piccoli oggetti, monete di ogni periodo storico, dalla fondazione di Roma alla sua caduta, e gioielli. Nel seminterrato è anche esposto il corpo di una bambina di 12 anni perfettamente mummificato e riconosciuto come il più antico resto umano conservato di un cittadino dell’Antica Roma. 

Sempre pieno di turisti arrivati da tutto il mondo, il Museo Nazionale Romano dovrebbe essere una delle tappe fondamentali per chi decidesse di visitare la vecchia capitale dell’Impero. La Galleria Borghese, i Musei Capitolini e i Musei Vaticani fanno la loro bella figura, certo, ma anche il museo di Palazzo Massimo non scherza affatto. 

Il Museo Nazionale Romano è distribuito in varie sedi ma quella presso la Stazione Termini è imparagonabile alle altre per ricchezza di reperti e dimensione. Nonostante ciò, vale la pena fare una visita anche alla seconda sede in ordine di importanza, quella presso la Crypta Balbi, situata in Via delle Botteghe Oscure laddove sorgeva, un tempo, l'area romana denominata Campo Marzio.

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