mercoledì 28 settembre 2016

Come andare su Marte con la realtà virtuale


Passeranno anni prima che gli astronauti metteranno piede su Marte. Ma presto i fortunati visitatori del Kennedy Space Center Visitor Complex in Florida potranno avere un assaggio più che realistico di quello che vedranno i pionieri del Pianeta Rosso.

Il 18 settembre si è svolta un’anteprima dedicata alla stampa della mostra Destination Mars, un viaggio virtuale su Marte che sarà aperto al pubblico dal giorno 1 gennaio 2017. All’inizio dello scorso aprile era invece stata annunciata l’apertura per l’estate.

Destination Mars è un’esperienza di realtà mescolata messa a punto dal Jet Propulsion Laboratory della NASA e dalla Microsoft HoloLens. All’interno della mostra i visitatori si immergeranno in una realtà virtuale costruita con le vere immagini del rover Curiosity. Il termine realtà mescolata si riferisce alla peculiarità dell’esibizione: gli elementi virtuali interagiscono con l’ambiente reale intorno ai visitatori per illuderli di stare veramente su Marte.

Chi avrà la fortuna di pagare il biglietto e indossare i visori HoloLens vedrà apparire gli ologrammi di Buzz Aldrin, astronauta dell’Apollo 11 che ha messo piede sulla Luna, ed Erisa Hines, la manovratrice di Curiosity. I due scienziati guideranno i viaggiatori attraverso il territorio marziano e offriranno loro una prospettiva delle future colonie spaziali.


Le parole di Aldrin all’incontro con la stampa hanno alzato l’entusiasmo e la curiosità: «I visori con tecnologia HoloLens ci guideranno ancora una volta verso le stelle. La mia speranza è che un progetto come Destination Mars possa continuare a ispirarci nell’esplorazione dello spazio». Così come lo sbarco sulla Luna ha ispirato generazioni di scienziati, sostiene l’astronauta, anche l’atterraggio umano su Marte darebbe una grande spinta in avanti alla ricerca aerospaziale.

Ma Destination Mars non è solo un giocattolo per turisti.  È infatti un’estensione al pubblico di una tecnologia chiamata OnSight, già abbondantemente usata dagli scienziati per studiare la superficie marziana. Usando i visori HoloLens gli ricercatori di tutto il mondo possono osservare la geografia di Marte con occhi nuovi, contribuendo a programmare i futuri piani esplorativi di Curiosity.

Articolo pubblicato il 21 settembre su Fly Orbit News

lunedì 26 settembre 2016

Pianeta Terra: guida per visitatori alieni

Pianeta Terra: guida per visitatori alieni è il primo libro scritto da un autore dal nome assai curioso: Astutillo Smeriglia. Sarà il suo vero nome? O come è più probabile si tratta di un nome d’arte? Non importa, o forse sì, ma lasciamo stare.

Il libro di Astutillo Smeriglia è una specie di avviso ai naviganti fatto da un alieno – forse un agente di viaggi interplanetari – che mette in guardia i turisti provenienti da ogni parte dell’Universo su alcuni difetti degli esseri umani, e quindi su alcuni pericoli o fastidi in cui potrebbero imbattersi i viaggiatori. Ne viene fuori l’osceno ritratto di una specie molto discutibile, la nostra. 

Noi umani veniamo dipinti con ironia tagliente e senza peli sulla lingua. Come non riconoscersi in almeno uno dei comportamenti elencati e sapientemente descritti nel romanzo?

Pianeta Terra è un libro strano. E se siete finiti in questo blog significa proprio che andate a caccia di cose strane. Vuol dire che le cose strane vi stuzzicano, vi aprono un vuoto dentro che dev’essere colmato. 

Ma il libro di Astutillo Smeriglia non è solo strano. Forse involontariamente, è anche una specie di trattato sull’uguaglianza degli esseri umani. Siamo tutti fatti male alla stessa maniera. Un alieno che ci osservasse da fuori non vedrebbe nazioni, non vedrebbe pelli rosse gialle nere e bianche. Noterebbe invece una serie di qualità positive o negative comuni a tutti gli abitanti. E le descriverebbe così, esattamente come avviene in Pianeta Terra

Comunque, il punto di vista del libro non appartiene a un extraterrestre vero. È il punto di vista di Astutillo Smeriglia, quello di un essere umano sensibile al bello e, in particolare, al brutto di noi. Anche se l’autore si eleva al di sopra di tutto immaginando di essere un alieno civilizzato e privo di storture, è consapevole di trovarsi sulla stessa barca delle persone di cui si prende gioco. O almeno, così vogliamo sperare. Altrimenti sarebbe davvero un alieno e dovremmo iniziare a preoccuparci.

giovedì 22 settembre 2016

Resoconto sulla mostra di Vito Volterra a Roma


All’interno del Museo Ebraico di Roma si trova una stanza poco attraente con alcune foto in bianco e nero di un uomo con la barba. Il turista sprovveduto rischia di dare un rapido sguardo e passare oltre, senza sapere che cosa si perde. La mostra di Vito Volterra (1860-1940) è infatti molto più grande dentro che fuori, un po’ come l’astronave di Doctor Who

In quattro pareti viene raccontata la storia di un grande matematico italiano. Nell'arco di pochi minuti si può leggere tutto, da quando si arruolò nella Prima Guerra Mondiale a quel fatidico giorno del 1925 in cui firmò il “Manifesto degli intellettuali antifascisti” redatto da Benedetto Croce. Nel 1931 lo scienziato rifiutò di prestare giuramento al Fascismo e, come professore universitario, perdette il proprio ruolo accademico.

Al di là delle azioni politiche, che comunque sono motivo di distinzione, Vito Volterra fu uno scienziato formidabile. A lui dobbiamo i primi lavori di quella branca dell’analisi che chiamiamo analisi funzionale. Ma un contributo storico lo diede anche all’ecologia quando formulò un modello matematico oggi noto come “modello preda-predatore”, dove mise in relazione il numero di prede e predatori in alcune specie di pesci.

All’interno della piccola grande mostra vengono anche esposti alcuni reperti. Uno di questi è il verbale della prima seduta plenaria del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), nel corso del quale Vito Volterra, già presidente dell’Accademia dei Lincei prima di venire estromesso dalla carica, fu eletto presidente del CNR.

Vito Volterra fu anche un uomo di valore internazionale, con un ruolo particolare nello scenario scientifico europeo. Anche di questo, e di altre belle cose si verrà a conoscenza nello spazio di una stanza.

F A

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